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La calura e la siccità che perdurano ormai da un mese stanno avendo effetti negativi sui raccolti di diverse verdure, in particolare quello di lattuga iceberg (o Eisberg).

Nell'ultima settimana i contadini svizzeri hanno raccolto e messo sul mercato 460 tonnellate di insalata iceberg, una quantità che copre soltanto la metà della domanda. Già la settimana prima, dal 5 al 12 luglio, si era registrato un raccolto giudicato scarso, di 590 tonnellate, stando alle cifre fornite dall'Ufficio per l'agricoltura e la natura del Canton Berna.

È dunque necessario importare questo tipo di lattuga per rifornire a sufficienza i negozi. Nel 2014 era stato diverso: in ciascuna delle due settimane corrispondenti ne erano state raccolte oltre 700 tonnellate, a sufficienza per coprire la domanda.

Anche per il cavolfiore fa troppo caldo e troppo secco: fino alla settimana chiusasi il 12 luglio il raccolto settimanale era stato superiore alle 200 tonnellate, ma la settimana scorsa si è ridotto a 157 tonnellate, il che corrisponde a soltanto la metà della domanda. Il resto va importato.

Che la verdura soffra non sorprende: l'ultimo giorno di pioggia estesa a nord delle Alpi è stato il 22 giugno, rammenta Ludwig Zgraggen di MeteoSvizzera, interpellato dall'ats. Da allora ci sono stati soltanto temporali locali. L'attuale periodo di siccità dura dunque da quasi un mese. Una situazione analoga non si verificava dal 2003. Normalmente - spiega Zgraggen - i periodi di siccità durano dai dieci ai dodici giorni.

Alla mancanza di acqua si aggiunge la calura, che colpisce attualmente soprattutto il sud delle Alpi e la Romandia. Il Bollettino dei pericoli naturali della Confederazione indica per il Ticino e il Moesano (escluse le zone di montagna) un "pericolo forte" di canicola, corrispondente al livello 4 su una scala di 5. Per il canton Ginevra e buona parte di Vaud e Vallese, parte del canton Friburgo e il triangolo Neuchâtel-Bienne-Morat sussiste un "pericolo marcato", corrispondente al livello 3. La nuova ondata di canicola durerà ancora diversi giorni al di sotto dei 600 metri di quota, prevede MeteoSvizzera.

Questo avrà effetti particolarmente nocivi per le patate e le barbabietole da zucchero: le prime non crescono quasi più a partire da una temperatura di 25 gradi, le seconde a partire da 30 gradi, indica Christian Bucher, capo della sezione Orticoltura all'Ufficio per l'agricoltura del Canton Berna.

La situazione era stata tuttavia molto peggiore per i contadini nell'estate 2003. Allora diversi Cantoni avevano limitato per un lungo periodo il prelevamento di acqua da fiumi e ruscelli. Molti campi erano rimasti improduttivi perché non avevano potuto essere irrigati.

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SDA-ATS