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Il Consiglio federale e il Parlamento devono rispettare la Costituzione e risanare la galleria autostradale del San Gottardo senza realizzare un secondo tunnel. È quanto ribadiscono l'Iniziativa delle Alpi e altre organizzazioni ambientaliste, che oggi hanno annunciato il lancio di una petizione.

La Svizzera, si legge in un comunicato, non deve creare i presupposti infrastrutturali per un ulteriore aumento dei camion in transito. Bisogna piuttosto applicare la politica di trasferimento del traffico.

I piani per il risanamento della galleria del San Gottardo, presentati dal Consiglio federale nello scorso dicembre, sono in procedura di consultazione fino ad aprile, ma per l'Iniziativa delle Alpi sull'argomento deve poter esprimersi anche il popolo.

Il presidente Fabio Pedrina, citato nella nota, ha fatto sapere che l'UE non è intenzionata a negoziare con la Svizzera né una limitazione dei camion in transito, né una borsa dei transiti alpini. Non bisogna quindi "srotolare il tappeto rosso all'UE sotto forma di raddoppio della galleria stradale del San Gottardo".

Sulla stessa linea la consigliera nazionale Marina Carobbio, secondo cui il raddoppio della galleria "causerebbe notevoli danni in Ticino e degraderebbe il Cantone a corridoio di transito".

Lo stesso Consiglio federale, afferma l'Iniziativa delle Alpi, ha mostrato che il risanamento della galleria esistente è possibile senza la costruzione di un nuovo traforo. Grazie ai treni navetta per le auto e per i camion - oltre che alla nuova galleria di base Alptransit - il Ticino non sarà in nessun caso isolato dal resto della Svizzera. La petizione popolare può essere firmata sia sugli appositi formulari, sia online.

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SDA-ATS