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Nonostante il risultato negativo del 2015, l'AVS resta il pilastro più stabile della previdenza per la vecchiaia. Con un finanziamento aggiuntivo lungimirante, sarà possibile integrare la generazione di "baby boomer" nel sistema. È l'opinione del sindacato Unia.

Le cifre non devono infatti trarre in inganno e non c'è ragione di allarmarsi: le riserve dell'AVS si attestano a più di 44 miliardi di franchi, si legge in un comunicato odierno. Gli attuali tassi di interesse gravano piuttosto sul secondo pilastro.

Secondo il sindacato, il risultato di ripartizione negativo indica che entro il 2030, con il pensionamento dei baby boomer, l'AVS dovrà ricorrere ad un finanziamento aggiuntivo. Una necessità alla quale si potrà ovviare, ad esempio attraverso un ulteriore punto percentuale IVA.

Unia sostiene che per assicurare le rendite a lungo termine sia necessario rafforzare l'AVS. Il sistema è però in grado più di altri di far fronte alle oscillazioni del mercato finanziario e alle crisi economiche.

Il sindacato invita pertanto a non cedere agli allarmismi. Unia è convinta che la migliore risposta all'incombente smantellamento delle rendite sia l'iniziativa popolare AVSplus, "che va nella giusta direzione". L'aumento del 10% delle rendite permette di preservarne il livello complessivo, rafforzando l'AVS.

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SDA-ATS