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Il gruppo Raiffeisen prevede una crescita annua compresa tra il 3% e il 5%, con una progressione del 30% sull'arco del prossimo quinquennio: lo afferma, in un'intervista al quotidiano economico romando "L'Agefi", il presidente della direzione Patrik Gisel.

"La cifra mi sembra realistica" e "la crescita è una strategia globale", altrimenti la banca va incontro a problemi vitali: "fa fatica, declina, diventa lenta e indietreggia", afferma Gisel citando ad esempio alcuni istituti regionali tedeschi.

Il nuovo CEO, succeduto in ottobre a Pierin Vincenz, non prevede acquisizioni fuori dai confini nazionali: "non abbiamo motivo di svilupparci all'estero". Raiffeisen dispone sufficiente potenziale in Svizzera e non deve cercare spunti di crescita sul piano internazionale.

Secondo Gisel le attività in Svizzera possono svilupparsi in modo marcato nelle prestazioni offerte alle piccole e medie imprese, di cui quasi un terzo fanno già parte della sua clientela. "Desideriamo sviluppare ulteriormente le relazioni d'affari con le nostre 120 mila imprese" per poi puntare all'obiettivo di 200 mila imprese clienti.

Lo scorso anno Raiffeisen, il terzo gruppo bancario elvetico, ha messo a segno un utile netto di 808 milioni di franchi, in rialzo del 6,4% rispetto all'esercizio precedente. I patrimoni amministrati nel periodo in rassegna hanno superato la soglia dei 200 miliardi di franchi.

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SDA-ATS