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Per finanziare il reddito di base incondizionato invece che aumentare l'Iva si può fare ricorso a una nuova tassa sulle transazioni finanziarie.

Ne è convinto Oswald Sigg, ex cancelliere della Confederazione e membro del comitato promotore dell'iniziativa popolare in votazione il 5 giugno.

"Il reddito di base incondizionato può essere finanziato con una nova microimposta, senza che questo faccia male a nessuno", afferma Sigg in un'intervista pubblicata dalla Schweiz am Sonntag. La tassa si applicherebbe all'intero sistema del traffico dei pagamenti, che ha un volume pari a 300 volte quello del prodotto interno lordo. Il 90% delle transazioni concernono la finanza, in particolare le negoziazioni ad alta frequenza.

Stando a Sigg si applicherebbe un prelievo dello 0,05% - secondo il principio solidale in base al quale chi più muove i soldi, più paga - che permetterebbe di coprire i costi del reddito di base. L'ex cancelliere vorrebbe infatti evitare un aumento dell'Iva, considerata una imposta non sociale. Su questo punto Sigg ammette peraltro che vi sono differenze di vedute in seno al comitato d'iniziativa.

In giugno il popolo svizzero si esprimerà sul principio del reddito di cittadinanza. L'importo esatto e il finanziamento dovrebbero essere disciplinati a livello di legge. I promotori propongono versamenti mensili di 2500 per gli adulti e di 625 franchi per bambini e giovani. Secondo i calcoli del Consiglio federale i costi sarebbero di 208 miliardi di franchi, in parte coperti attraverso risparmi sulle prestazioni di sicurezza sociale esistenti.

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SDA-ATS