Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Nel 2013, il reddito medio disponibile delle economie domestiche svizzere era di 7130 franchi al mese. La maggior parte di questa somma era dedicata alle spese per l'abitazione e l'energia, di 1520 franchi, secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica.

Il reddito disponibile delle economie domestiche è costituito dal reddito lordo (10'052 frs) tolte le spese obbligatorie (27,3%), ossia i contributi sociali (10%), le imposte (11,7%) e i premi dell'assicurazione malattia di base (5,6%). Vengono conteggiati tutti i redditi all'interno di un'economia domestica, che in media è composta da 2,19 persone.

La distribuzione del reddito - sottolinea l'UST - non è simmetrica. Nel 2013, quello del 61% delle economie domestiche era inferiore al valore medio. Tra di loro figurano spesso economie domestiche di una persona

Il pilastro più importante delle entrate domestiche rimane il frutto del lavoro, che nel 2013 costituiva il 75,8% del reddito lordo (62,2% da salari e 13,6% da attività indipendente). Rendite (AVS/AI e casse pensioni) e prestazioni sociali erano la seconda fonte più importante, con in media il 19,0%. I redditi patrimoniali (da affitti e da capitale) rivestivano un ruolo marginale, del 3,8%.

I trasferimenti da parte di altre economie domestiche (come per esempio gli alimenti) ammontavano in media all'1,4% del reddito lordo; ma costituivano oltre il 25% per un nucleo su 40 (2,5%), essenzialmente famiglie monoparentali.

Il reddito disponibile è utilizzato in primo luogo per il consumo di beni e servizi (54,5% del reddito lordo). La voce più importante nel budget domestico sono le spese per l'abitazione e l'energia, pari a circa 1520 franchi, ovvero al 15,1% del reddito lordo.

Altre voci di spese di consumo consistenti sono i trasporti (7,8%), seguiti da tempo libero, svago e cultura (6,0%), alimentari e bevande analcoliche (6,4%) e alberghi e ristoranti (5,8%).

I premi delle assicurazioni complementari delle casse malati e delle altre assicurazioni non sono contabilizzati come spese di consumo, ma vengono anch'essi pagati con il reddito disponibile. A questa voce le economie domestiche hanno destinato complessivamente circa il 3,5% dell'introito lordo nel 2013. In donazioni, regali e inviti finisce in media il 2,2%.

Dopo tutte le spese e considerate le entrate sporadiche, rimaneva in media un gruzzolo da destinare al risparmio di 1329 franchi, ossia il 13,2% del reddito lordo.

Però - precisa l'UST - alle economie domestiche delle classi più basse, con un reddito lordo inferiore a 5000 franchi, in media non rimaneva nulla da mettere da parte, in quanto avevano speso più di quanto avevano a disposizione.

Questo fenomeno è riconducibile, tra l'altro, al fatto che in questa classe figura una quota proporzionalmente elevata (quasi il 55%) di economie domestiche composte da pensionati, il cui budget è finanziato in parte dall'erosione della sostanza.

Rispetto al 2008, anno della crisi finanziaria, il reddito disponibile del 2013 è quindi risultato superiore di 670 franchi al mese. In questo lasso di tempo il rincaro non ha giocato alcun ruolo. La somma destina al risparmio è invece cresciuta di circa 300 franchi. "In paragone con altri paesi, la crisi economica in Europa in generale è passata senza causare troppi danni alle economie domestiche svizzere", riassume Ueli Oetliker dell'UST.

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

SDA-ATS