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BERNA - Il sì rimane in testa nei sondaggi in vista della votazione sulla modifica della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), ma i contrari stanno recuperando terreno. È quanto emerge dal secondo sondaggio condotto dalla SRG SSR in vista dell'appuntamento con le urne del prossimo 26 settembre.
Nell'analisi demoscopica compiuta dall'istituto gfs.berna fra il 6 e l'11 settembre su un campione di 1206 persone i favorevoli raggiungono il 48%, contro il 30% di contrari e il 22% di indecisi. Rispetto al primo rilevamento in agosto il sì è sceso di 1 punto, mentre il no ha guadagnato 5 punti percentuali.
Il 38% degli aventi diritto di voto manifestano l'intenzione di partecipare alla consultazione: più del 34% rilevato nel mese scorso, ma meno del 45% registrato in media.
A livello regionale si segnala lo spostamento di opinioni in Romandia: il primo sondaggio aveva visto un rapporto di 43% di sì contro 34% di no, ora la situazione si è capovolta: 33% di sì, 45% di no. Diversa la situazione nella Svizzera tedesca: favorevoli alla revisione sono il 53% degli interpellati (51% il mese scorso), contrari il 26% (23%). Anche in Ticino il sì è in vantaggio (50%, 46% nella prima inchiesta): il no è solo al 23% (20%), ma la quota di indecisi (27%) è ancora elevata.
La maggioranza degli elettori sta seguendo le indicazioni del proprio partito di riferimento: presso il PPD si nota però un'erosione del sostegno iniziale.
A livello di argomentazioni sta avendo successo il messaggio che punta sulla necessità di risanare una cassa deficitaria e di farlo attraverso sia un aumento dei contributi, sia un taglio delle prestazioni.

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SDA-ATS