Le autorità francesi alzano i toni sugli aiuti di Stato a Renault, invocando garanzie sulla tutela delle attività in Francia e ricordando di non aver ancora dato il proprio via libera al prestito di 5 miliardi di euro cruciale per la sua sopravvivenza.

Le indiscrezioni pubblicate nei giorni scorsi dal settimanale Le Canard Enchaîné, secondo cui il costruttore starebbe pensando alla chiusura di quattro siti industriali in Francia, tra cui l'importante stabilimento di Flins, ha suscitato un'alzata di scudi nell'esecutivo di Parigi.

"Flins non deve chiudere", ha martellato oggi su radio Europe il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire, aggiungendo: "Ora attendiamo le proposte globali del presidente Jean-Dominique Senard sul suo piano per l'alleanza (Renault-Nissan) e il suo piano per Renault".

Mercoledì, dinanzi al Senato, anche il premier Edouard Philippe aveva insistito in questo senso: "Saremo estremamente attenti, se non intransigenti, alla tutela dei siti in Francia". Se Renault "è un'azienda mondiale", il suo "marchio francese è evidente", ha avvertito.

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