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MOSCA - La decisione del Dipartimento federale delle finanze (DFF) di multare il miliardario russo Viktor Vekselberg per presunte irregolarità nell'acquisto della partecipazione della sua finanziaria Renova nel consorzio tecnologico svizzero Oc Oerlikon rischia di rendere tesi i rapporti fra Berna e Mosca.
A una domanda dei giornalisti al Forum Economico di Davos, il ministro russo delle finanze, Aleksei Kudrin, ha detto oggi che la decisione di Berna non migliora i rapporti fra Russia e Svizzera. "Spero che riusciremo a evitare problemi diplomatici", ha aggiunto Kudrin, citato dalle agenzie russe.
La vicenda risale al 2006, quando Vekselberg ha acquisito due pacchetti azionari di OC Oerlikon, che a quel tempo si chiamava Unaxis, detenuti dalla società di partecipazioni austriaca Victory, a sua volta controllata dagli investitori Ronny Pecik e Georg Stumpf.
Stando al DFF, Renova e Victory costituivano già allora un solo gruppo e avrebbero perciò dovuto annunciarsi come un'unica entità alle autorità. Renova, però, non è per nulla d'accordo: il gruppo, afferma, è stato costituito solo in un secondo tempo ed è stato regolarmente notificato nel 2008. L'acquisto delle azioni è quindi avvenuto nel rispetto delle normative vigenti.
Gli inquirenti, a quanto è dato sapere, si sarebbero insospettiti per il prezzo, eccessivamente basso rispetto al mercato (-16%), pagato dalla società dell'oligarca russo per entrare in possesso dei pacchetti azionari. La decisione di multare Renova risale al 18 dicembre scorso ed è venuta alla luce grazie ad un articolo pubblicato ieri dalla "Neue Zürcher Zeitung".

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SDA-ATS