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La polizia è intervenuta oggi nel centro profughi a Bela pod Bezdezem, nel nord della Repubblica ceca, dove i migranti hanno iniziato a distruggere attrezzature, mobili e finestre perché non erano riusciti a fuggire.

Circa cento profughi protestavano contro la loro detenzione, chiedevano la restituzione degli effetti personali e di essere trasferiti in Germania.

La sommossa ha avuto luogo in seguito alla visita del ministro dell'Interno Milan Chovanec, che ha respinto ogni loro richiesta. "Devono rendersi conto che si trovano qui in visita e che devono rispettare le leggi della Repubblica ceca", ha detto il ministro che si era recato sul posto dopo che ieri 60 profughi avevano tentato di fuggire.

Nel centro profughi a Bela attualmente si trovano 380 profughi siriani, afghani e iracheni, per la maggior parte giovani. Secondo Katerina Rnedlova, la portavoce della polizia, i migranti, per evitare il rimpatrio, continuano a protestare minacciando le guardie, facendo lo sciopero di fame, e non sono rari i casi di autolesionismo. Oggi dovrebbero arrivare altri 76 profughi, di cui 23 bambini, arrestati stamane in un camion ungherese nei pressi di Pilsen (ovest).

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SDA-ATS