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La Confederazione dovrebbe aumentare sensibilmente il suo contributo finanziario nel settore dell'asilo alleggerendo la fattura dei Cantoni, sostiene oggi sulla stampa il presidente uscente del PLR Philipp Müller.

Le spese generate dai richiedenti dovrebbero essere coperte per i primi dieci anni di permanenza in Svizzera, contro cinque attualmente.

Il consigliere agli stati argoviese ritiene che la copertura dei costi debba essere assunta da chi li genera, esattamente come avviene in ambito ambientale con il principio del "chi inquina paga". È la Confederazione che riconosce lo status di rifugiato e accorda le ammissioni provvisorie, fa notare Müller. È dunque logico che si accolli le relative spese, almeno per due lustri.

È "mera teoria" ritenere che i richiedenti asilo siano integrati dopo cinque anni in Svizzera, quando il contributo federale per le spese viene soppresso. "È un dato di fatto che le somme versate da Berna in molti Cantoni non bastano", dice il presidente uscente del PLR in un'intervista pubblicata oggi da Tages-Anzeiger e Der Bund.

Müller pronostica che, in seguito al crescente numero di domande d'asilo in atto dal 2014, entro il 2020 i Cantoni saranno confrontati con una "grossa fattura". Il "senatore" argoviese non fornisce cifre precise sui maggiori costi per la Berna federale, ma si limita a parlare di "miliardi".

Attualmente "il nostro sistema d'asilo generoso è sbagliato". La pressione sulle finanze federali, sostiene, avrebbe anche l'effetto di spingere la Confederazione a ridurre il tasso di riconoscimento di rifugiati e l'ammissione provvisoria. I problemi nel sistema d'asilo sono ad esempio rivelati dal fatto che gli eritrei beneficiano di maggiore protezione dei siriani, sostiene il politico.

Nell'intervista Müller si esprime anche contro la chiusura delle frontiere, come auspicato da esponenti dell'UDC. Sembrerebbe una soluzione facile, ma in realtà è irrealistica. "Come è possibile rendere impermeabile 1900 chilometri di confini? E contemporaneamente lasciare che 750'000 veicoli e 1,2 milioni di persone li traversino quotidianamente?".

L'accelerazione delle procedure d'asilo, come previsto dalla modifica della relativa legge sottoposta a votazione il prossimo 5 giugno, è "la sola chance". "In questo modo possiamo separare rapidamente i veri rifugiati da chi non merita protezione".

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SDA-ATS