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Lo scorso anno, 13'720 candidati all'asilo bocciati e dunque tenuti a lasciare la Svizzera hanno beneficiato di prestazioni del soccorso d'emergenza sotto forma di vitto, alloggio, abbigliamento e assistenza sanitaria di base, in media per 112 giorni. Per la prima volta dal 2008 il numero di beneficiari del soccorso d'emergenza è diminuito nel 2013, registrando 570 persone in meno rispetto all'anno precedente, indica in una nota diramata oggi l'Ufficio federale della migrazione (UFM).

Come nel 2012, i beneficiari provenivano soprattutto da Nigeria (15%), Tunisia (7%), Serbia (5,9%) e Algeria (5,6%) ed erano per il 78% di sesso maschile. La fetta maggiore (54%) era rappresentata da persone tra i 18 e i 29 anni, seguita dai 30-39enni. Un buon 14% era rappresentato da minorenni, mentre solo il 8% aveva più di 40 anni.

I cantoni con il maggior numero di beneficiari del soccorso d'emergenza sono stati nel 2013 Zurigo (3013), Vaud (1982), Berna (1941) e Ginevra (1941). Nel Ticino i beneficiari erano 187, nei Grigioni 121.

L'anno scorso la Confederazione ha versato ai Cantoni una somma forfettaria unica pari a 6095 franchi per ogni persona oggetto di una decisione negativa in materia d'asilo o di una decisione di non entrata nel merito (NEM). Tali contributi della Confederazione si sono attestati a circa 85,6 milioni di franchi, mentre le indennità versate ai Cantoni per le spese dell'aiuto d'emergenza sono state pari a circa 79,3 milioni di franchi (1,68 milioni al Ticino, 438'436 franchi ai Grigioni). La differenza tra i contributi della Confederazione e le spese effettive sostenute dai Cantoni sono confluite nelle riserve cantonali.

Rispetto all'anno precedente, nel 2013 il numero di casi trattati in procedura Dublino e delle domande d'asilo insufficientemente motivate è nettamente calato, facendo diminuire anche il numero di decisioni corrispondenti. Questa tendenza al ribasso si è ripercossa anche sul numero di beneficiari del soccorso d'emergenza.

Dal 2008, non soltanto le persone oggetto di una NEM ma anche le persone oggetto di una decisione d'asilo negativa ricevono il soccorso d'emergenza anziché l'aiuto sociale. Da tale data sino a fine 2013 i Cantoni hanno corrisposto prestazioni del soccorso d'emergenza pari a 292,4 milioni di franchi e hanno ottenuto dalla Confederazione pertinenti indennità pari a 381,6 milioni di franchi. L'eccedente dovrà essere utilizzato dai Cantoni per coprire le future prestazioni del soccorso d'emergenza corrisposte a persone la cui decisione è passata in giudicato nel periodo 2008-2013. In questo periodo i costi medi del soccorso d'emergenza si sono attestati a 49 franchi al giorno e a persona, mentre la durata media di fruizione è stata di 169 giorni.

Delle persone che nel 2013 hanno beneficiato del soccorso d'emergenza, il 34 per cento ha lasciato la Svizzera in maniera controllata entro la fine dell'anno. Nel quarto trimestre del 2013 si registravano 2356 beneficiari di lunga durata, scrive l'UFM.

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SDA-ATS