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Alcuni richiedenti asilo al lavoro nell'ambito di un programma d'integrazione a Bueren an der Aare (BE) (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Ripartire i richiedenti asilo tra i Cantoni tenendo conto delle abilità linguistiche di ciascuno farebbe salire del 20% il loro tasso di integrazione.

Fondandosi su questo dato frutto di uno studio dell'università di Losanna, il sindacato Unia chiede alla Confederazione di abbandonare l'attuale sistema di ripartizione a caso.

Stando a una nota odierna di Unia, l'attuale ripartizione aleatoria è desueta e dannosa per i richiedenti. Accade infatti che persone in grado di padroneggiare perfettamente il francese vengano assegnate a un Cantone tedescofono.

Agendo in questo modo la loro integrazione nel tessuto sociale, che passa in particolare anche dalla possibilità di esercitare un'attività lucrativa, viene frenata.

Dal momento che le conoscenze linguistiche favoriscono l'integrazione sociale e nel mondo del lavoro, Unia incoraggia corsi di lingua in settori economici dove la domanda è elevata. Le autorità sono chiamate a fornire maggiori aiuti economici per agevolare simili corsi, sottolinea il comunicato di Unia.

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SDA-ATS