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I richiedenti l'asilo potrebbero in futuro compensare l'assenza di lavoratori stagionali stranieri nell'agricoltura. L'idea è nata in seguito al voto del 9 febbraio sull'immigrazione di massa e verrà analizzata mercoledì dall'Ufficio federale della migrazione (UFM). Un progetto pilota potrebbe essere lanciato già l'anno prossimo.

Con il sistema di contingenti, l'agricoltura teme di dover affrontare mancanza di manodopera. Per compensare l'assenza di una parte dei 25'000-30'000 stagionali, in particolare polacchi e portoghesi, l'idea è quella di utilizzare le forze lavoro già presenti nella Confederazione.

Ci sono ad esempio potenzialità fra le persone che ricevono aiuti sociali, o fra i richiedenti l'asilo, ha affermato all'ats Jacques Bourgeois, direttore dell'Unione svizzera dei contadini (USC). Secondo le proiezioni dell'UFM, circa 14'000 persone potrebbero essere prese in considerazione.

Bourgeois ha già discusso con il direttore dell'UFM, Mario Gattiker, ma un incontro più mirato in presenza di esperti si terrà mercoledì. Se le conclusioni della riunione saranno positive, un progetto pilota potrebbe essere lanciato nel 2015, ha precisato Bourgeois. Vari aspetti, fra cui le condizioni salariali e di lavoro, sono all'ordine del giorno.

In Vallese, cantone pioniere nei programmi d'occupazione, richiedenti l'asilo vengono impiegati da più di 10 anni nell'agricoltura. Nel 2000 venivano proposte attività lucrative per 421 persone, ha spiegato Roger Fontannaz, responsabile cantonale del settore. Visti i buoni risultati, il piano è proseguito, e oggi lavorano circa 450 richiedenti.

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SDA-ATS