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Riforma Codice penale ottiene ampio sostegno, più critica sinistra

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 ottobre 2010 - 11:03
(Keystone-ATS)

BERNA - Il progetto di revisione del Codice penale svizzero, posto in consultazione dal Consiglio federale a giugno, viene accolto positivamente dai partiti "borghesi", soddisfatti per il ritorno a condanne più severe. Più critica invece la sinistra, con i Verdi assolutamente contrari alla riforma e il PS scettico, che tuttavia appoggia l'abolizione delle pene pecuniarie con la condizionale.
I socialisti hanno espresso molte riserve nei confronti della riforma. A loro avviso essa giunge troppo presto. Le novità introdotte nel 2007 non hanno ancora potuto essere valutate, sostiene, ed è importante che lo siano in base a conoscenze scientifiche e non a quanto affermano i giornali scandalistici. Critiche anche nei confronti della reintroduzione delle pene detentive a partire da tre giorni. Per il PS in questo caso si dovrebbe ancora poter far capo ad una pena pecuniaria.
UDC, PLR, PPD sono invece soddisfatti poiché la revisione va nella direzione tracciata da numerosi loro interventi parlamentari. Se da un lato il PPD sostiene che l'aspetto dissuasivo del codice penale debba essere accresciuto, il PLR apprezza in particolare la volontà del governo di portare da 10 a 30 franchi l'importo dell'aliquota giornaliera.
L'UDC sostiene da parte sua un ulteriore inasprimento. In particolare vorrebbe che una pena pecuniaria possa essere scontata solo con il pagamento di un massimo di 90 aliquote giornaliere e non 180, come prevede il governo. Il resto dovrebbe poter essere commutato in pena detentiva.
Negativo il giudizio dei Verdi, i quali ritengono che prima di adottare una riforma si debba valutare il diritto attualmente in vigore. Sono inoltre convinti che pene più severe non portino necessariamente ad una diminuzione dei delitti. Solo su un punto il partito è d'accordo con il progetto: il braccialetto elettronico è un'utile alternativa alla detenzione.
Come i Verdi, anche i Giuristi democratici svizzeri (GDS) sono critici nei confronti della riforma e ricordano che le pene detentive di breve durata erano state a suo tempo abolite per risolvere il problema del sovraffollamento delle prigioni. La Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CCDGP) ritiene invece "globalmente positivo" il progetto del governo. Sui singoli punti si esprimeranno i cantoni.

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