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In risposta alle pesanti critiche di sindacati e studenti, ma anche di numerosi esponenti della maggioranza, il governo francese fa una parziale marcia indietro sulla proposta di riforma del mercato del lavoro, rivedendo i suoi punti più controversi.

L'operazione non sembra però aver avuto gli esiti sperati, a giudicare dalle prime reazioni delle parti sociali e del Medef, organizzazione che rappresenta le imprese manifatturiere e di servizi. Se, infatti, i sindacati più riformisti ritengono che le modifiche vadano "nel senso giusto", quelli dalle posizioni più radicali, come la Cgt e Force Ouvrière, confermano la bocciatura. Mentre gli industriali si dicono "delusi" da una revisione che "toglie tutta la coerenza del dispositivo generale" della riforma.

I ritocchi proposti oggi dall'esecutivo alla riforma firmata dalla neoministra del lavoro Myriam El Khomri sono numerosi, e in alcuni casi molto tecnici. Ma sono in particolare tre gli argomenti critici su cui François Hollande e il premier Manuel Valls hanno almeno parzialmente ceduto: le regole per i licenziamenti economici, le trattative su un possibile aumento del tempo di lavoro nelle singole aziende e i risarcimenti decisi dai tribunali del lavoro.

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SDA-ATS