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La programmata riforma dell'imposizione delle imprese, la terza delle serie, causerà a città e comuni ingenti perdite fiscali, pari a 1,5 miliardi di franchi. La previsione è dell'Unione delle città svizzere.

Secondo uno studio presentato oggi, i comuni si vedrebbero privare di una parte ingente dei proventi versati dalle persone giuridiche. Losanna perderebbe ad esempio oltre il 10% delle entrate globali, ossia una somma di 50 milioni di franchi all'anno, e Basilea il 16%, per un totale di 400 milioni.

La riforma colpirebbe anche gli agglomerati: Ittigen, presso Berna, prevede infatti perdite fiscali per 5,2 milioni. L'impatto sarebbe particolarmente forte in quelle regioni dove si riscontra un'alta proporzione di aziende.

Messo sotto pressione dall'Unione europea, il Consiglio federale ha proposto in maggio alcune soluzioni per evitare che sul piano cantonale talune società estere vengano sottoposte a regime fiscale privilegiato rispetto alle aziende svizzere.

Per evitare disparità di trattamento il governo punta a "soluzioni innovative", già accettate internazionalmente, ma anche a una riduzione della tassazione cantonale degli utili aziendali.

Secondo l'Unione delle città svizzere, la revisione deve però tener conto non solo delle competitività della Svizzera sul piano internazionale, ma anche delle capacità finanziarie di cantoni e città. Allo stato attuale il progetto lede gravemente l'autonomia finanziaria dei comuni. L'Unione delle città chiede quindi di essere integrata nell'elaborazione della riforma. Reclama inoltre compensazioni finanziarie.

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SDA-ATS