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Tutti i partiti, ad eccezione dell'UDC, plaudono alla decisione del Consiglio federale di accogliere 3000 rifugiati siriani in più nei prossimi tre anni, ritenendola necessaria. Per la formazione politica guidata da Toni Brunner i profughi dovrebbero invece essere aiutati direttamente sul posto.

"Finalmente la Svizzera reagisce alla catastrofe siriana", rileva la consigliera nazionale Cesla Amarelle (PS/VD). "Simonetta Sommaruga è riuscita a convincere la maggioranza del Consiglio federale". Reazione positiva anche dai Verdi: "ogni cammino inizia con un primo passo", fa notare il consigliere nazionale zurighese Balthasar Glättli, secondo cui tuttavia "la Svizzera può e deve fare di più".

Per bocca di un suo portavoce, il PLR fa presente la tradizione umanitaria elvetica e afferma di sostenere maggiori aiuti al popolo siriano. L'impegno deve però essere preso "da tutti i Paesi europei e non solo dalla Svizzera".

Questa posizione è sostenuta anche dal PPD, il quale spera che a beneficiare dell'accoglienza siano le persone che più ne hanno bisogno. Dovremo essere certi che nessun estremista approfitti di questa situazione per raggiungere la Svizzera, rileva un addetto stampa della formazione politica.

Soddisfatta anche l'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR): "mentre l'Unione europea non si muove, la Svizzera invia un segnale di solidarietà molto forte", ha dichiarato all'ats il portavoce Stefan Frey.

L'unica voce fuori dal coro è quella dell'UDC. In una nota pubblicata sul sito del partito, si ricorda che i Cantoni e i Comuni sono costantemente confrontati con problemi di alloggio dei rifugiati e con un'esplosione dei costi ad essi legati. Secondo l'UDC è meglio aiutare i profughi direttamente sul posto: con i soldi di cui dispone l'aiuto allo sviluppo è possibile garantire un sostegno mirato ed efficace, conclude il comunicato.

Alcune settimana fa il consigliere nazionale Heinz Brand (UDC/GR) aveva invece chiesto facilitazioni per l'ingresso in Svizzera di rifugiati siriani.

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SDA-ATS