Navigation

Rimpatri forzati: recalcitranti potranno essere legati

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 agosto 2011 - 15:10
(Keystone-ATS)

La Confederazione autorizza nuovamente i poliziotti ad immobilizzare e legare i richiedenti asilo recalcitranti durante un rimpatrio. Questa pratica non sarà la regola, ma potrà essere utilizzata in caso di bisogno, precisa l'Ufficio federale della migrazione (UFM).

La Svizzera aveva sospeso le espulsioni verso la Nigeria dopo il decesso, nel marzo 2010, di un richiedente legato a forza per essere rimpatriato nel paese africano. In novembre, Berna ha concluso un accordo per la ripresa delle espulsioni verso la Nigeria. Questo stabiliva che i richiedenti potessero avere solo mani e piedi legati."

A seguito dei problemi verificatisi durante il primo volo di rimpatrio, il 7 luglio, la Confederazione ha concluso un nuovo accordo che prevede misure più severe, ha detto all'ats Michael Glauser, portavoce dell'UFM, confermando un'informazione pubblicata dalla "SonntagsZeitung".

Secondo Glauser, i richiedenti che oppongono resistenza potranno essere rinviati nel loro paese. "Lo Stato deve applicare il diritto" e garantire la sicurezza dei poliziotti, ha aggiunto.

La Federazione svizzera dei funzionari di polizia ha aspramente criticato l'UFM in merito al rimpatrio del 7 luglio. Ha espresso preoccupazione per i rischi corsi dagli agenti e stigmatizzato l'informazione "menzognera" dell'UFM che aveva parlato in un primo tempo di un "volo senza incidenti".

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?