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Ringier si riappacifica con editori svizzero-tedeschi

Il presidente degli editori svizzero-tedeschi Pietro Supino (Tamedia) e il CEO di Ringier Marc Walder alla conferenza d'inizio anni di Schweizer Medien a Zurigo. KEYSTONE/Gaetan Bally sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 08 gennaio 2020 - 11:50
(Keystone-ATS)

Il gruppo mediatico Ringier ("Blick") rientra a far parte dell'associazione degli editori svizzero-tedeschi Schweizer Medien. L'obiettivo è di unire le forze per contrastare la supremazia dei giganti tecnologici come Google e Facebook.

"Già oggi si calcola che più del 70% dei proventi della pubblicità digitale finisce all'estero", ha dichiarato il CEO di Ringier, Marc Walder, in un intervento "a sorpresa" alla tradizionale conferenza dell'Epifania di Schweizer Medien a Zurigo.

Occorre trovare soluzioni in tempi rapidi, ha sottolineato Walder. Ringier punta in particolare sul progetto di "Alleanza digitale", l'iniziativa di cui fanno parte anche i gruppi Tamedia, NZZ, CH Media e SSR, che lo scorso ottobre ha introdotto il login facoltativo per l'accesso ai siti web svizzero-tedeschi.

Login che quest'anno dovrebbe essere esteso anche alle altre regioni linguistiche e diventare obbligatorio, con l'intento di creare una banca dati di utenti che permetterà agli editori di meglio competere con i grandi gruppi tecnologici americani.

"Senza sostegno indiretto scompare un giornale su tre"

Il presidente di Schweizer Medien Pietro Supino (Tamedia), si è da parte sua detto "molto felice di riavere a bordo Ringier, nonché convinto che il progetto di Alleanza ditale avrà un futuro".

Il presidente Supino ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare i finanziamenti pubblici indiretti alla stampa, "senza i quali nei prossimi tre anni un terzo dei giornali scomparirebbe". In quest'ottica l'associazione ha lavorato negli ultimi mesi, in collaborazione con la Posta e l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), per creare le basi tecniche per il recapito anticipato dei giornali.

L'associazione si sente sostenuta in questi sforzi dal Dipartimento federale delle comunicazioni (DATEC). Nei prossimi mesi Schweizer Medien si adopererà affinché il Parlamento crei la base giuridica necessaria.

L'uscita di Ringier legata ad Admeira

Il gruppo Ringier - con un fatturato di oltre un miliardo di franchi e 7'300 collaboratori in 19 paesi - aveva sbattuto la porta in faccia agli altri editori svizzero-tedeschi nell'agosto del 2015. La separazione era legata alla creazione di Admeira, la joint venture per la commercializzazione di spazi pubblicitari che riunisce la stessa Ringier, con la SSR e Swisscom. Pomo della discordia era stata in particolare la richiesta di Schweizer Medien di vietare ogni pubblicità su tutti canali della SSR: una proposta che Ringier considerava "troppo radicale".

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