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Sede della Roche a Basilea.

Keystone/ALEXANDRA WEY

(sda-ats)

Roche e Nestlé figurano nella top 10 delle imprese con utili più elevati a livello europeo occupando rispettivamente il primo e terzo posto in classifica. Lo rileva uno studio effettuato dalla società di consulenza EY.

Se si estende la graduatoria alle prime 100 imprese a livello mondiale - dove prevalgono le aziende americane - i gruppi svizzeri presenti sono complessivamente otto. Oltre a Roche - con un Ebit di 12,9 miliardi di euro nel 2016 - e Nestlé, a registrare l'anno scorso gli utili più elevati sono stati Novartis (12esimo posto), ABB (69esimo), LafargeHolcim (72esimo), Richemont (88esimo), Swisscom (96esimo) e Syngenta (98esimo).

A livello americano Apple ha realizzato un utile operativo di 60 miliardi di dollari l'anno scorso: il fabbricante di iPhone ha registrato da solo un utile pari a quello realizzato dalle cinque aziende europee più redditizie.

Il 30% delle imprese americane, secondo lo studio che ha considerato i 600 (300+300) più grandi gruppi quotati in Europa e negli Stati Uniti, risultano in media più redditizie di quelle del Vecchio Continente. I loro margini operativi sono risultati l'anno scorso al 12,7% (11,9% nel 2015) rispetto al 9,8% (9,6% nel 2015) per le imprese europee.

"Una delle ragioni per cui le aziende del Vecchio Continente presentano in media una redditività inferiore risiede nella ripartizione dei settori", afferma Marcel Stalder, direttore generale di EY Svizzera, citato in un comunicato. In Europa i grandi gruppi sono maggiormente presenti nelle attività "tradizionali".

Al contrario, oltre oceano, le grandi aziende sono in particolare più presenti nei settori delle telecomunicazioni e dell'informatica come anche della farmaceutica e biotecnologie. Le imprese Usa fanno anche meglio di quelle in Europa a livello di fatturato: le prime registrano un tasso di crescita medio dell'1,2% contro un calo dell'1,6% delle seconde.

In Europa tra le 100 imprese con il maggior giro d'affari si trovano Glencore (5. posto) Nestlé (9), Roche (32), Novartis (34), ABB (60), LafargeHolcim (74) e Adecco (82).

Per quanto concerne l'esercizio in corso EY ritiene che l'Europa dovrebbe approfittare dell'indebolimento dell'euro costatato negli ultimi mesi. Tale fattore "favorirebbe soprattutto la crescita delle imprese fortemente internazionalizzate", ha commentato Stalder.

Per la Svizzera il franco forte resterà un ostacolo per l'industria d'esportazione, secondo la società di consulenza.

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SDA-ATS