Birmania e Bangladesh hanno concordato di iniziare il rimpatrio dei rifugiati Rohingya il mese prossimo, nonostante gli avvertimenti dell'Onu che la repressione contro la minoranza musulmana stia continuando.

Il Guardian riferisce che l'accordo è stato raggiunto oggi in un incontro tra i ministri degli Esteri dei due paesi, che hanno elaborato un "piano molto concreto". "Abbiamo dimostrato la nostra volontà politica, flessibilità e di essere accomodanti per iniziare il rimpatrio il prima possibile", ha detto il ministro birmano Myint Thu ai giornalisti.

Non è la prima volta tuttavia che viene fissata una data per il rimpatrio dei Rohingya. Un precedente tentativo, a novembre 2017, era naufragato, anche perché ci sono ancora grossi problemi di sicurezza e di logistica. Soprattutto, la maggior parte delle case e dei loro villaggi sono stati bruciati, quindi non è chiaro dove i profughi possano tornare a vivere. E secondo l'Onu, a migliaia stanno ancora fuggendo e coloro che restano "continuano a subire le più dure" restrizioni.

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