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Il premier romeno Sorin Grindeanu

KEYSTONE/EPA/ROBERT GHEMENT

(sda-ats)

In Romania il Partito socialdemocratico (Psd) al potere ha annunciato un voto di sfiducia al governo guidato dal premier Sorin Grindeanu, anch'egli socialdemocratico.

I vertici del partito nei giorni scorsi gli hanno ritirato la fiducia giudicando del tutto insoddisfacente il suo lavoro nell'attuazione del programma di riforme.

La decisione è giunta al termine di una riunione del direttivo del Psd tenutasi ieri, e si prevede che il parlamento si pronuncerà entro mercoledì prossimo sulla fiducia al governo. Servono almeno 233 voti (sul totale di 465 seggi) per far cadere il governo di Grindeanu.

La crisi interna al partito socialdemocratico si è acuita dopo il rifiuto di Grindeanu di dimettersi e la sua conseguente espulsione dal Psd. Nella mozione di sfiducia al governo, Grindeanu viene accusato tra l'altro di 'incapacità, immaturità e irresponsabilità politica'.

Il premier da parte sua punta il dito contro il leader del Psd Liviu Dragnea, impossibilitato a guidare il governo per una condanna l'anno scorso per corruzione, e che intende a suo avviso installare alla guida del governo un suo fedelissimo.

L'ex premier Victor Ponta, vicino a Grindeanu che lo ha nominato segretario generale del governo, ha lanciato un appello al dialogo per risolvere la crisi interna senza ulteriori strappi laceranti per il Paese.

SDA-ATS

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