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RSI taglia 45 impieghi, la SRF 116, RTS fino a 65

Le unità italofona, germanofona e francofona della SSR hanno informato oggi sull'entità dei tagli previsti dall'azienda. In RSI verranno soppressi 45 posti in totale. KEYSTONE/TI-PRESS/PABLO GIANINAZZI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 06 ottobre 2020 - 16:44
(Keystone-ATS)

Si è delineato oggi il piano di risparmio reso noto sette giorni fa dalla SSR. La RSI sopprimerà 45 posti di lavoro entro il 2024, di cui 11 già spariti.

La radiotelevisione svizzerotedesca SRF farà lo stesso con 116 impieghi a tempo pieno nei prossimi due anni. Alla RTS romanda saranno toccati fra i 50 e i 65 posti.

Il piano di risparmio da 50 milioni di franchi della SSR prevede che, prendendo in conto tutta la società, entro il 2024 vengano tagliati 250 posti di lavoro a tempo pieno su un totale di 5500.

La SSR ha motivato il provvedimento con la flessione dei proventi commerciali, che quest'anno ammonterà a circa 65 milioni. Per di più, il lockdown e l'attuale crisi innescata dall'epidemia di coronavirus hanno accelerato le ben note difficoltà del mercato pubblicitario.

L'azienda non aveva finora precisato quali settori e in che misura sarebbero stati interessati dal piano, limitandosi a dire che le unità nelle quattro regioni linguistiche avrebbero in seguito informato autonomamente sui prossimi passi.

RSI

Grazie a fluttuazioni naturali e pensionamenti anticipati il taglio di 11 posti si è già materializzato, scrive la RSI in una nota. Ulteriori 34 - su 1039 totali - spariranno da qui al 2024: licenziamenti non possono essere del tutto esclusi, fanno sapere da Comano. Tradotto in moneta sonante, vi è la necessità di economizzare otto milioni.

La direzione affronterà lo snellimento dell'organico considerando la piramide anagrafica del suo personale, l'interesse dei collaboratori ad andare in pensione prima del previsto e il potenziale di riconversione professionale, sottolinea la RSI. Settanta impiegati si apprestano a raggiungere i 65 anni di età.

La RSI ha già introdotto sino al 2021 il congelamento dei posti di lavoro liberati dai pensionamenti e, per il biennio 2022-23, adotterà un sistema di sostituzione limitata, nell'ordine del 50%. L'emittente chiarisce di voler offrire al suo pubblico un'offerta di qualità, in equilibrio tra quella radiotelevisiva classica e quella digitale, nel rispetto della concessione e del proprio mandato di servizio pubblico.

SRF

In casa SRF, come emerso oggi, si procederà in due tappe distinte. In una prima fase, che avrà luogo il prossimo gennaio, a saltare saranno 66 impieghi. In autunno poi, sarà la volta di altri 145, per un totale di 211 posti a tempo pieno. Questi verranno in parte bilanciati dai 95 che l'emittente intende creare, il che porta la riduzione effettiva all'orizzonte a -116.

Circa 120 persone saranno licenziate: 25 inizialmente, 95 in un secondo momento. Anche in questo caso si conta sul fatto che fluttuazioni e pre-pensionamenti facciano il resto.

C'è un bisogno urgente di nuovi profili e competenze per la trasformazione digitale in atto, ha indicato la direttrice di SRF Nathalie Wappler, citata in una nota. Un budget per la formazione è stato inoltre stanziato e servirà a tenere dei corsi per riqualificare altri 100 dipendenti.

La nuova organizzazione dell'emittente germanofona entrerà in vigore il 1° aprile 2021. Wappler ha nominato i responsabili a interim per i nuovi reparti e divisioni. Per quanto concerne SRF News, Sandra Manca è ai saluti: almeno provvisoriamente sarà sostituita da Ursula Gabathuler.

RTS

Pure la RTS ha svelato quanto accadrà al suo interno nei prossimi anni. L'unità romanda rinuncerà a un numero fra i 50 e i 65 impieghi a tempo pieno su un totale di 1518. A causa del difficile mercato dei media dovuto alla pandemia di Covid-19, l'azienda vuole evitare licenziamenti per l'anno prossimo.

Malgrado ciò, non si può escludere di dover allontanare qualcuno fra il 2022 e il 2024. Certo è che nei quattro anni a venire si vogliono risparmiare 15 milioni, in un contesto reso pesante dal forte calo della pubblicità nella prima metà del 2020 sommato alla costante diminuzione dei ricavi commerciali della SSR.

Dal 2022, prosegue la RTS, i costi andranno fatti scendere, ad esempio modernizzando infrastrutture ed edifici, e la scaletta dei programmi adeguata. Non sono stati forniti dettagli precisi, ma l'intenzione è quella di sviluppare nuovi formati digitali e strizzare l'occhio alla platea più giovane.

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