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Doku Umarov, il sedicente 'Emiro del Caucaso del Nord', ha ieri ammesso di avere ordinato l'attentato kamikaze che il 24 gennaio scorso ha provocato 36 morti all'aeroporto moscovita di Domodedovo. In un video 'postato' sul sito islamico 'www.Kavkazcenter.com', Umarov minaccia ulteriori attacchi per istituire uno stato islamico nella regione russa del Caucaso, un territorio che comprende tra l'altro Cecenia e Daghestan.

Umarov, che ha 46 anni, nel video si esprime in lingua russa e indossa una tuta mimetica. Secondo il sito che lo ospita, il messaggio è stato registrato lo stesso giorno dell'attentato, ossia il 24 gennaio, ed è stato inviato al sito via e-mail.

Nella sintesi in inglese fornita dal Kavkaz Center, considerato il megafono della guerriglia islamica, l'attacco viene presentato come "una operazione speciale" diretta contro il popolo russo e il suo premier Vladimir Putin.

"Simili operazioni continueranno senza dubbio nel futuro - si legge nella sintesi - l'Emiro ha detto che i musulmani del Caucaso sono scesi in guerra nel nome di Allah contro l'esercito di occupazione russo per difendere l'Islam e il diritto alla dignità". Venerdi scorso il sito aveva messo in rete un altro messaggio del sedicente Emiro in cui Usman compariva con a fianco un uomo di circa 40 anni presentato come l'Emiro Khamzat, comandante della Brigata dei Martiri Riyad-us-Saliheen (la 'brigata dei suicidi' fondata dal leader dei ribelli ceceni ucciso nel 2006, Shamil Basayev), e a un uomo più giovane presentato come 'il mujaheddin Seyfullah'.

Nel video Umarov dichiarava di aver visitato la base della brigata e di aver poi spedito in Russia Seyfullah "con un compito". "I nostri fratelli condurranno delle operazioni speciali sul territorio russo e nella capitale russa contro i nostri nemici e i nemici di Allah", aveva aggiunto.

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SDA-ATS