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MOSCA - Condanne da sei a 23 anni di prigione oggi a Mosca per nove membri del gruppo skinhead "I lupi bianchi" ritenuti responsabili a vario titolo di sei omicidi - sugli undici contestati dall'accusa - a sfondo razzista nel 2008. Lo riferiscono le agenzie. Altri tre imputati sono stati assolti dalla giuria popolare.
La banda era guidata da un diciottenne che si considerava un russo doc benché di origini mezze georgiane: i giudici gli hanno inflitto sette anni di reclusione. Il gruppo faceva spedizioni contro persone dall'aspetto non slavo: prima le percuotevano e poi le uccidevano a colpi di coltello e di cacciavite, gridando slogan come "La Russia ai russi, Mosca ai moscoviti". Gli assalitori filmavano i loro blitz e poi li diffondevano su internet insieme ai loro commenti. Nessuno degli imputati ha professato pentimento per i fatti commessi e ha abiurato le proprie idee ultranazionaliste.
Ieri sera, intanto, a Mosca è stato ritrovato il corpo di un cittadino clandestino kirghizo, di 34 anni, ucciso a coltellate.

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SDA-ATS