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La "caccia" per distruggere i prodotti agro-alimentari occidentali banditi da Mosca in risposta alle sanzioni occidentali non riguarderà solo le dogane ma anche i negozi e i depositi delle reti commerciali del Paese. L

o scrive il quotidiano Kommersant e lo conferma alla Tass Alexiei Alexeenko, responsabile di Rosselkhznadzor, uno degli organi preposti al controllo sulla qualità dei prodotti di consumo. Si infiamma intanto la polemica dopo la decisione di Putin di distruggere i cibi, in un Paese che in passato ha conosciuto la penuria alimentare e che conta ora oltre 20 milioni di persone sotto la soglia della povertà: c'è chi la difende, ma c'è anche chi, come il deputato Andrei Krutov, propone di mandare i generi alimentari sequestrati nel Donbass o, come il capo delle comunità ebraiche russe Aleksandr Borodà, di distribuirli tra i meno abbienti oppure negli orfanotrofi, negli ospizi, nei centri di assistenza ai senza tetto.

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SDA-ATS