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MOSCA - Sembra finita l'emergenza caldo e incendi che ha flagellato gran parte della Russia europea: dopo 58 giorni di canicola senza precedenti almeno negli ultimi 130 anni, e dopo due settimane di allarme smog per la densa nuvola di fumo acre e tossico che ha invaso Mosca, oggi la temperatura prevista è calata di circa 10 gradi e nella giornata oscillerà tra i 21 e i 23 gradi, secondo l'ufficio meteo della capitale. Una ulteriore riduzione della temperatura è attesa per domani: 17-18 gradi.
Il ministero delle situazioni di emergenza, dal canto suo, ha annunciato che la situazione incendi si è stabilizzata e che nelle ultime 24 ore sono stati spenti 290 focolai di incendi su una superficie complessiva di 10 mila ettari. Domani comincerà il ritiro dei militari che, insieme a circa 160 mila uomini della Protezione civile, hanno lottato contro le fiamme.
Resta comunque lo stato di emergenza in quattro delle sette regioni più colpite, compresa quella di Mosca.
Pesante il bilancio della calamità: 54 morti ufficiali (ma le vittime del caldo e dell'inquinamento potrebbero essere oltre 5.000 nella sola Mosca secondo alcune fonti), circa 4 mila sfollati e oltre 2 mila case in fiamme, oltre un milione di ettari bruciati, almeno un terzo del raccolto distrutto, due basi militari ridotte in cenere, centri e impianti nucleari minacciati, terre contaminate da Cernobyl investite dai roghi.
Un disastro che ha lasciato anche molte polemiche, sui ritardi, l'inadeguatezza e la mancanza di trasparenza con cui le autorità hanno gestito l'emergenza.

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SDA-ATS