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Pugno duro del Cremlino dopo i due attentati kamikaze che domenica e lunedì hanno sconvolto Volgograd con almeno 34 morti. Oggi 5.200 poliziotti hanno partecipato a una maxi-operazione ('Vorticè) sequestrando 152 armi da fuoco e 4,7 chili di sostanze stupefacenti e hanno fermato 87 persone. Ma non c'è comunque nessuna indicazione su eventuali connessioni tra i fermati e gli attentati.

Il presidente Vladimir Putin nel discorso di fine anno ha dichiarato guerra al terrorismo affermando che la Russia "continuerà a lottare ardentemente e fermamente contro i terroristi fino al loro completo annientamento".

I due attentati si pensa siano dovuti agli estremisti del Daghestan che vogliono creare uno Stato islamico nel Caucaso del Nord. E proprio il Daghestan continua a essere teatro di atti di terrore. Nella notte, a Khasaviurt, una bomba ha ucciso due persone e ne ha ferite cinque, mentre oggi a Buinaksk un assistente procuratore regionale, Rasul Gasanov, è stato ucciso da una bomba piazzata sotto la sua Toyota.

Intanto il governo di Mosca ha deciso di stanziare 62 milioni di rubli, circa un milione e 368mila euro, per le vittime dei due attentati a Volgograd. Le persone con ferite lievi o moderate riceveranno 200mila rubli, circa 4.400 euro, quelle che hanno subito gravi danni fisici, 400mila rubli, (8.800 euro), mentre ai parenti delle vittime il governo concederà un milione di rubli, (circa 22.000 euro).

Ad aiutare gli agenti a pattugliare le strade di Volgograd ci sono più di 420 volontari, tra cui anche un centinaio di 'cosacchì, ausiliari delle forze dell'ordine che indossano divise tradizionali ma non hanno armi né facoltà di fermo.

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SDA-ATS