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Temono per la sua salute i familiari di Nadejda Tolokonnikova, la leader del gruppo rock Pussy Riot ricoverata in ospedale dopo nove giorni di sciopero della fame per protestare contro le minacce di morte ricevute e le inumane condizioni di vita e di lavoro in carcere.

"Da undici giorni le autorità carcerarie ci impediscono di farle visita", ha riferito un legale della cantante Dmitri Dinze. "Abbiamo chiesto un documento sul suo stato di salute, ma abbiamo ricevuto un ennesimo rifiuto", ha detto il legale della Tolokonnikova raggiunto al telefono a Mordovia, 600 km da Mosca, dove la sua assistita sconta una condanna a due anni di galera per aver cantato una "preghiera punk " contro il presidente russo Vladimir Putin nella Cattedrale di Mosca all'inizio del 2012.

"Le autorità carcerarie hanno isolato Nadia (abbreviazione di Nadezhda, ndr ) per vendetta " dopo che la giovane donna ha denunciato, in una lettera, le condizioni di detenzione attuali in Russia, simili a quelle gulag sovietici, ha aggiunto il legale.

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SDA-ATS