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Russia: presidenziali, cresce afflusso, segnalazioni brogli

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 marzo 2012 - 12:39
(Keystone-ATS)

Affluenza in crescita (30,1% alle 13 ora di Mosca, +4% sulle presidenziali precedenti), prime segnalazioni di brogli, inedito voyeurismo elettorale con un milione di internauti incollati al pc per seguire il voto tramite le webcam: è il quadro delle presidenziali russe a metà giornata, a sei ore dalla chiusure delle urne e dai primi exit poll.

Tutti gli ultimi sondaggi davano vincente il premier Vladimir Putin al primo turno, con percentuali intorno al 60%. A grande distanza i suoi quattro sfidanti: il leader comunista Ghennadi Ziuganov, quello ultranazionalista Vladimir Zhirinovski, il capo del partito di centro sinistra Russia Giusta e il "debuttante" Mikhail Prokhorov, primo oligarca ad ambire alla poltrona più alta del Paese.

Tutti i candidati hanno già votato, compreso Putin, che si è presentato al seggio a sorpresa insieme alla moglie Liudmila, da tempo scomparsa dalle scene pubbliche. Alla domanda se fosse a conoscenza di brogli, il capo del governo ha risposto: "Io ho dormito bene, ho fatto un pò di sport, poi sono arrivato qui. Non ho avuto contatti con il mio staff".

Putin ha detto di confidare in una "buona partecipazione" e si è detto "sicuro che la gente manifesterà senso di responsabilità. Gli altri candidati hanno espresso perplessità sull'efficacia delle webcam volute dal premier (che resteranno spente durante lo scrutinio): in effetti sono stati registrati alcuni problemi tecnici di collegamento, mentre in alcuni seggi caucasici le videocamere erano puntate solo su un'urna o impedivano una chiara visione del voto.

I rivali di Putin, insieme all'Ong Golos e agli osservatori del partito Iabloko, hanno inoltre denunciato vari episodi di brogli e di irregolarità. Da un giro in alcuni seggi della capitale, l'ANSA ha constatato che la segretezza del voto non è così blindata: le cabine non sono chiuse completamente dalle tendine, mentre molti elettori infilano la scheda aperta nelle urne trasparenti lasciando intravedere la loro preferenza.

Tra le curiosità da segnalare il nuovo blitz del gruppo femminista ucraino Femen: tre attiviste si sono spacciate oggi a Mosca per giornaliste nello stesso seggio dove poco prima aveva votato il premier e si sono tolte i vestiti rimanendo in topless e gridando slogan contro il capo del governo.

Piccolo "incidente" invece per il leader uscente del Cremlino Dmitri Medvedev: il suo primo tentativo di introdurre la scheda nell'urna elettronica è stato respinto, ma poi il presidente ha insistito vincendo il "duello" con il congegno automatico.

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