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Tre anni di carcere ordinario per teppismo motivato da odio religioso o contro un gruppo sociale (i credenti ortodossi). È la condanna richiesta dall'accusa nel processo alla band punk russa Pussy Riot, che oggi ha visto anche le arringhe finali degli avvocati.

Domani la giudice Marina Sirova si ritirerà in camera di consiglio dopo le ultime repliche, mentre agli appelli internazionali per la liberazione delle tre ragazze si è aggiunta anche la pop star Madonna, stasera in concerto a Mosca.

"Hanno violato le tradizioni millenarie del nostro paese", ha detto in riferimento alla storia della Chiesa russa il procuratore Alexander Nikiforov, paventando una "guerra civile", giudicando la preghiera anti-Putin del trio "un'azione pianificata e premeditata contro la fede ortodossa" e definendo le tre ragazze "pericolose socialmente". La sua richiesta è stata meno della metà del massimo previsto (sette anni), anche in considerazione del fatto che sono madri di bimbi piccoli.

Gli avvocati delle vittime hanno invece proposto una pena con la condizionale, menzionando tuttavia il rischio di reiterazione del reato: "le ragazze, nonostante le scuse avanzate ai credenti, non sembrano pentite, hanno tenuto un atteggiamento ironico durante il processo mostrando disprezzo per vittime e testimoni". E hanno bollato il loro femminismo come una sorta di peccato, ventilando l'ipotesi di un secondo processo al gruppo per "attività estremista" (art. 282).

Sedute nella gabbia, dopo qualche sorriso interdetto, Maria Aliokhina (24), Nadia Tolokonnikova (22) e Ekaterina Samutsevich (29) si sono mostrate afflitte, fino ad ammutolire scuotendo la testa. Indignati, i tre avvocati della difesa hanno insistito per la piena assoluzione delle tre imputate, sostenendo che la loro performance nella cattedrale della capitale a febbraio "non costituisce reato": "questo è un caso politico dall'inizio alla fine, le ragazze sono oppositrici politiche", ha detto l'avv. Mark Feygin indicando il rischio di una clericalizzazione della Russia. Un verdetto di colpevolezza, ha aggiunto, "distruggerà definitivamente le relazioni tra la società e lo Stato. La Russia non ha giustizia. Non ha un sistema giudiziario". Applausi in aula. La difesa ha ipotizzato poi un ricorso a Strasburgo per le "torture" subite dalle ragazze, lasciate senza mangiare e dormire. Oggi la rappresentante della politica estera Ue Catherine Ashton si era detta preoccupata per le irregolarità segnalate" nel caso, in particolare "per le condizioni di detenzione" e "le informazioni su atti di intimidazione contro gli avvocati, i giornalisti e gli eventuali testimoni", invitando la Russia a rispettare gli obblighi internazionali e il diritto a un processo giusto.

Infine hanno preso la parola le ragazze: "se il ritornello della nostra canzone fosse stato 'Madre di Dio, proteggi Putin' invece di 'Caccialo', oggi non saremmo qui" ha dichiarato Samutsevich. Attese stasera altre azioni di protesta a favore del trio al concerto di Madonna allo stadio Olimpiski: "Spero che il giudice sarà clemente e saranno presto liberate", aveva detto ieri ai giornalisti russi la cantante. La giudice non ha anticipato quali saranno i tempi per la lettura della sentenza.

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SDA-ATS