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Il leader del Cremlino Vladimir Putin ha promulgato la legge che rende più facile e veloce ottenere la cittadinanza per i madrelingua russi i cui ascendenti diretti vivono o abbiano vissuto in Russia o in un territorio che faceva parte dell'impero russo o dell'Urss. La legge riduce i tempi e le difficoltà dell'iter, stabilendo che ogni richiesta deve essere valutata entro tre mesi.

In caso positivo, l'interessato deve rinunciare alla sua precedente cittadinanza ma può contare su alcuni programmi di prima accoglienza ed inserimento lavorativo. È previsto un test di lingua.

Il provvedimento è stato pensato in particolare per sveltire le domande di cittadinanza degli abitanti della Crimea dopo l'annessione, ma potrebbe avere un effetto a cascata anche su tutti gli ex Paesi satelliti di Mosca.

Putin ha inoltre annunciato oggi di aver firmato un decreto per la riabilitazione dei tatari di Crimea e di altre minoranze della penisola sul Mar Nero (armeni, tedeschi, greci) dopo le deportazioni staliniane al termine della seconda guerra mondiale.

I tatari di Crimea sono una minoranza musulmana (12% della popolazione) della penisola da poco passata sotto il controllo di Mosca, e in gran parte hanno boicottato il referendum per l'annessione alla Russia di marzo. Ora intendono avere un territorio autonomo in Crimea, anche se non sono chiari tempi e modalità. Secondo il leader del Cremlino, "nel decreto ci sono delle misure sociali ed economiche riguardanti i territori in cui vivono questi popoli".

SDA-ATS