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Anche le spoglie dello zar Alessandro III saranno presto riesumate dalla tomba nella cattedrale della fortezza pietroburghese di Pietro e Paolo.

Studiosi intendono infatti avere un'ulteriore conferma sull'autenticità di quelli che sono considerati i resti dello tsarevich Alexiei e di sua sorella Maria Nikolaievna, uccisi dai bolscevichi nel 1918 assieme a loro padre, l'ultimo zar Nicola II, e a tutti gli altri membri della famiglia imperiale.

La riesumazione dei resti di Alessandro III avverrà probabilmente nella seconda metà di novembre, fanno sapere gli investigatori, per venire incontro alla richiesta di nuovi test del DNA da parte della Chiesa ortodossa russa che - nonostante gli accertamenti già effettuati - continua a nutrire dubbi sul fatto che quelli trovati nel 2007 in un bosco vicino a Ekaterinburg siano in effetti i corpi di Alexiei e Maria, custoditi nell'archivio di Stato russo e non nella cattedrale di Pietro e Paolo come i loro famigliari.

Sempre su richiesta della chiesa ortodossa russa lo scorso mese sono state riesumate per lo stesso motivo anche le spoglie di Nicola II e della moglie Alessandra in modo da esaminare nuovi campioni di dna.

La famiglia imperiale russa - canonizzata dal patriarcato di Mosca nel 2000 - fu uccisa dai bolscevichi nel 1918 a Ekaterinburg insieme ai suoi servitori, ma nel 1979 furono trovate solo le spoglie dei genitori e di tre figlie in un bosco vicino alla città della regione degli Urali. I bolscevichi immersero i cadaveri nell'acido e poi li bruciarono prima di seppellirli.

I presunti resti di Alexiei e Maria furono scoperti otto anni fa vicino alla sepoltura principale. Il patriarcato di Mosca ritiene necessari ulteriori test prima che anche loro siano tumulati insieme al resto della famiglia nella cattedrale di Pietro e Paolo.

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SDA-ATS