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Un uomo di 38 anni è stato massacrato con 26 coltellate nella sua dacia vicino San Pietroburgo perché omosessuale. Lo riporta l'agenzia 47news.ru. A compiere l'omicidio - nella notte tra lunedì e martedì - sarebbero stati due giovani di 20 e 21 anni che, fermati l'altro ieri dalla polizia, hanno tentato di giustificare il delitto come una reazione a presunte "molestie sessuali" da parte della vittima.

I presunti assassini avrebbero cercato di cancellare le tracce del delitto pulendo bottiglie e posate per togliere le proprie impronte digitali, e poi avrebbero nascosto il coltello usato per l'omicidio in un bosco non lontano dall'abitazione di campagna.

Lo scorso dicembre l'organizzazione per la difesa dei diritti umani Human Rights Watch (Hrw) ha denunciato che violenza e discriminazione nei confronti degli omosessuali sono in aumento in Russia dopo l'adozione nel giugno del 2013 di una controversa legge federale che vieta la "propaganda" dell'omosessualità tra i minori.

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SDA-ATS