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Sì a borse di studio armonizzate, USU

Sì a un'armonizzazione delle borse di studio a livello federale affinché nessuno sia costretto a rinunciare agli studi per motivi economici. È quanto chiede l'Unione svizzera degli universitari che invita a sostenere la sua iniziativa su cui si voterà il 14 di giugno.

Il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare - sostenuta da PS, Verdi e dai sindacati - approvato dalle Camere federali non è sufficiente, secondo l'USU, poiché non risolve le ineguaglianze esistenti.

L'iniziativa, ha affermato oggi durante una conferenza stampa la direttrice dell'USU Lea Oberholzer, vuole instaurare un sistema più giusto. Chi è domiciliato in Turgovia, Sciaffusa o Nidvaldo ha meno possibilità di usufruire di una borsa di studio rispetto a chi è originario dei cantoni Vaud, Basilea Città o Giura. Anche gli importi sono inferiori.

Il luogo di domicilio e la situazione economica dei genitori è decisiva quanto alle opportunità di studiare per bambini e giovani, ha sottolineato Irène Kälin, deputata al Gran consiglio argoviese per i Verdi. Vi sono alcune persone che devono lavorare troppo per mantenersi pregiudicando in questo modo la loro formazione, mentre altri sono costretti semplicemente a rinunciarvi perché non possono mantenersi. "Si tratta di una situazione indegna per la Svizzera", ha dichiarato Kälin.

Per questo è necessaria un'iniziativa popolare che dia a tutti i giovani la possibilità di formarsi in base alle loro capacità e motivazione, e che non faccia dipendere il diritto allo studio dal "portamonete" dei genitori, ha spiegato il consigliere nazionale Mathias Reynard (PS/VS).

L'iniziativa, depositata il 20 gennaio 2012 con 140mila firme valide, chiede un reddito minimo per gli studenti. Non viene però fissata alcuna somma concreta. L'associazione considera che i costi di formazione e per vivere ammontino a circa 24'000 franchi l'anno per un costo supplementare annuo di 120 milioni.

In base alla soluzione elaborata dal Parlamento, la Confederazione sosterrà finanziariamente tutti i Cantoni che rispettano le disposizioni formali del concordato intercantonale sulle borse di studio, ossia quelle che concernono l'accesso ai sussidi. Finora 16 cantoni hanno aderito al concordato impegnandosi ad adeguare le rispettive prassi in materia di borse di studio entro il 2018.

Il Consiglio nazionale avrebbe voluto fare in modo che Berna aiutasse solo quei Cantoni che rispettano le disposizioni materiali del concordato, ossia un aiuto minimo di 16'000 franchi per studente. Vista la reticenza degli Stati, questa clausola è però stata stralciata.

L'USU deplora l'assenza di un'armonizzazione materiale. Quanto al concordato, quest'ultimo non "copre" il 40% degli studenti. Per molti studenti, specie di medicina, è poi impossibile pensare di arrotondare i guadagni con piccoli lavori.

Per gli studenti universitari, l'iniziativa porterebbe dei vantaggi all'economia alla perenne ricerca di specialisti. Inoltre, grazie ad aiuti più generosi, gli studi si accorcerebbero; le aziende non dovrebbero quindi attendere troppo a lungo per completare gli organici con forza lavoro formata.

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