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Opere d'arte gravemente minacciate all'estero da guerre o catastrofi naturali devono poter essere depositate in Svizzera per un periodo limitato. È quanto prevede la revisione completa della Legge federale sulla protezione dei beni culturali approvata oggi all'unanimità dal Consiglio degli Stati. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Stando alla normativa, la Svizzera sarà il primo Paese al mondo a creare basi legali per un "deposito protetto", istituito sotto l'egida dell'UNESCO, destinato a conservare opere d'arte gravemente minacciate fuori dai confini nazionali.

Responsabili della gestione saranno gli specialisti del Museo nazionale svizzero. I costi eventuali per la Confederazione ammonteranno a 50-100 mila franchi all'anno.

La revisione estende il campo di applicazione della legge ai rischi attuali, anche in Svizzera. Prevede per esempio che la Confederazione possa sostenere con sussidi- senza alcun obbligo - i cantoni per preparare le documentazioni e riproduzioni (disegni, piani o fotografie) che permetterebbero di restaurare o ricostituire un bene danneggiato.

D'ora in avanti saranno quindi disposte misure in caso di catastrofi e situazioni d'emergenza di origine naturale o umana. Eventi come l'incendio del ponte di Lucerna o le alluvioni del 2005 e del 2007 hanno confermato la necessità di questa estensione.

La vigente legge federale per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (LPBC) era nata in seguito alle distruzioni perpetrate durante la Seconda Guerra mondiale. Da allora però le minacce sono notevolmente cambiate.

SDA-ATS