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Affermando di essere gay, don Krzysztof Charamsa ha "sfidato" l'istituzione della Chiesa e con il suo coming out ha "cercato di liberarsi dell'ipocrisia". Così scrive, all'indomani della notizia che ha agitato il Vaticano, il quotidiano polacco Gazeta Wyborcza.

Il commento riguarda le dichiarazioni del sacerdote pubblicate ieri sera on line. Gazeta, il giornale più letto del paese, ricorda che Charamsa, il 30 settembre scorso, ha pubblicato sul settimanale cattolico di Cracovia "Tygodnik Powszechny" un articolo intitolato "Teologia e violenza". Si è trattato di un contributo importante, nel quale criticava duramente don Dariusz Oko, il docente dell'università "Giovanni Paolo II" di Cracovia, conosciuto in Polonia per le sue aggressive, a volte volgari, prese di posizione contro gli omosessuali. "Per essere onesto già allora avrebbe però dovuto scrivere di essere gay e dichiarare che stava parlando anche nel proprio interesse", scrive Gazeta.

Secondo la testata il coming out di cui si dibatte oggi potrebbe comunque essere dovuto "all'ondata delle critiche, comprese reazioni e anche minacce da parte dei gerarchi della Chiesa", arrivate dopo la pubblicazione su Tygodnik Powszechny.

Anche il settimanale in questione prende posizione in merito, affermando che sarebbe stato preferibile che l'articolo di Charamsa si fosse concluso con la confessione arrivata adesso. Per Tygodnik, però, questo non toglie valore all'ampia analisi dei problemi della chiesa contenuta in quell'articolo, anche perché - scrive la rivista - secondo "Le imitazioni di Cristo", l'opera di Tommaso da Kempis, "non bisogna domandare chi ha detto qualcosa, ma che cosa abbia detto".

"Tutto ciò che è stato scritto da don Charamsa su don Oko rimane valido", conclude quindi Tygodnik. Diverse invece le opinioni espresse sui siti internet da cattolici conservatori polacchi. Per Tomasz Terlikowski, il settimanale Tygodnik Powszechny (che si definisce "universale") con il quale nel passato collaborò Karol Wojtyla, dovrebbe ora cambiare nome in "settimanale omosessuale". Secondo Marzena Nykiel il gesto di Charamsa è il colpo programmato dalla cultura laica di sinistra contro la Chiesa alla vigilia del Sinodo.

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SDA-ATS