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Soltanto con l'approvazione, il prossimo 3 marzo, dell'iniziativa popolare "Contro le retribuzioni abusive" si potrà mettere fine alla mentalità parassitaria ai vertici delle imprese svizzere. Se ne dice convinto un comitato che riunisce rappresentanti dell'economia e della giustizia.

Il comitato di sostegno all'iniziativa, che si è presentato oggi a Zurigo, è guidato dall'avvocato Paolo Bernasconi (senza partito). L'iniziativa rafforza i diritti degli azionisti e inserisce nella costituzione i principi per un'economia onesta, ha detto l'ex procuratore pubblico ticinese.

Bernasconi non ha esitato a definire il consigliere agli Stati sciaffusano Peter Minder un "Guglielmo Tell moderno", che grazie alla sua iniziativa "permette al popolo di pronunciarsi sulle regole dell'economia da un punto di vista etico".

Per il professore di diritto penale Martin Killias, le pene detentive contro i salari abusivi previste dall'iniziativa sono uno strumento necessario per ristabilire l'integrità dell'economia e della piazza finanziaria svizzera.

"Il diritto penale si è sempre sviluppato in modo reattivo, in seguito agli abusi", ha detto Killias, che è membro del PS. Come per il codice della strada, dove un tempo non esistevano limiti di velocità, ma soltanto l'obbligo di mantenere una "velocità adeguata", anche in questo settore c'è la necessità di concretizzare le norme penali per limitare gli abusi.

Escludere la possibilità di fissare pene detentive, come vorrebbe il controprogetto indiretto, sarebbe "come dire a un ladro che può continuare a rubare, perché se fosse scoperto rischierebbe nella peggiore delle ipotesi di dover restituire il maltolto".

Anche per l'analista finanziario Christopher Chadiramani, membro dell'UDC sangallese, il controprogetto indiretto all'iniziativa non è sufficiente per combattere "gli aspetti più deleteri dell'economia di mercato".

Per Chadiramani, è "immorale accordare bonus milionari ai manager di società che distruggono ricchezza". L'analista dovrebbe sapere di cosa parla: nel 2000 fu costretto a lasciare il suo posto di lavoro presso il Credit Suisse per aver pubblicato un rapporto di borsa molto critico nei confronti di Swissair.

Un "sì" popolare all'iniziativa il prossimo 3 marzo non ridurrà l'attrattiva dell'economia svizzera, ha affermato da parte sua Roberto Martullo, imprenditore zurighese, membro dell'UDC, nonché genero di Christoph Blocher. I top manager stranieri non vengono in Svizzera per i salari abusivi, ma perché attratti dalle prospettive professionali, ha detto.

I rappresentanti del comitato di sostegno hanno inoltre contestato che l'iniziativa di Peter Minder necessiterà più tempo per entrare in vigore rispetto al controprogetto indiretto. Quest'ultimo dovrà rispettare i termini referendari e non potrà essere applicato prima del 2016. L'iniziativa entrerebbe invece in vigore ad un anno dalla sua accettazione, ossia nel marzo del 2014, ha detto Claudio Kuster, copromotore dell'iniziativa e collaboratore personale di Peter Minder.

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SDA-ATS