Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Violenza senza fine in Salvador: 125 persone sono morte ammazzate nel Paese durante i primi tre giorni di questa settimana, una cifra senza precedenti anche in questa piccola nazione centroamericana considerata fra le più violente del mondo dalle statistiche dell'ONU.

In un accavallarsi di sparatorie, esecuzioni e scontri con le forze dell'ordine, il macabro record di omicidi quotidiani è aumentato giorno dopo giorno: 40 domenica, 42 lunedì e 43 martedì, diventato così il giorno finora più violento del 2015.

La spirale di sangue nel quale è avvolto il Paese è stato riassunta dal quotidiano El Diario de Hoy con la storia di uno di questi omicidi: quello di José Alfonso Mauricio, un operaio di 35 anni che è stato ucciso mercoledì scorso mentre stava scavando una fossa per seppellire suo cugino, assassinato il giorno precedente.

Il governo del presidente Salvador Sanchez Seren ha cercato di minimizzare l'importanza della fiammata di violenza, sostenendo che le vittime sono in maggioranza "membri di gang che in qualche modo hanno tradito le loro rispettive bande criminali e per questo vengono uccisi", come ha detto Howard Cotto, vice responsabile della polizia nazionale.

Resta il fatto che nella guerra alle "maras" - le bande criminali del Salvador che hanno decine di migliaia di affiliati - sono già morti nella prima metà del 2015 42 poliziotti, 16 militari e un procuratore.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS