Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La decisione era nell'aria, ma non per questo scontata: popolo e cantoni hanno oggi approvato la costruzione di una seconda galleria autostradale al San Gottardo con il 57% dei voti. Solo Ginevra e Vaud si sono detti contrari. L'affluenza alle urne è stata del 62,4%.

Secondo i commentatori due sono stati gli elementi che sono risultati decisivi: la sicurezza stradale all'interno del tunnel e la volontà di non penalizzare il Ticino, isolandolo dal resto della Svizzera. Il popolo si è detto solidale con il Ticino, ha affermato il consigliere agli Stati Filippo Lombardi, e l'alta affluenza alle urne rafforza la credibilità della decisione.

Non hanno quindi fatto presa le argomentazioni dei contrari, secondo le quali l'apertura di un secondo tunnel avrebbe provocato un massiccio aumento del traffico pesante, considerando che - a loro avviso - la tanto ribadita limitazione a due sole corsie di scorrimento non era da considerarsi un'opzione sostenibile sul lungo periodo.

Il sì al secondo tunnel "a senso unico" - i dati definitivi indicano su scala nazionale 1'883'741 voti favorevoli e 1'420'481 contrari - è stato preponderante in Ticino e in tutta la Svizzera tedesca, con consensi molto alti a Svitto (68,2%), Argovia (68,0%), Obvaldo (65,5%) e Soletta (65,3%). Percentuali superiori al 60% si sono avute anche nei Grigioni (60,2%), Basilea Campagna (61,2%), Lucerna (61,4%), Nidvaldo (63,1%) e Zugo (63,3%).

A sud del San Gottardo il "sì" ha prevalso con il 57,8%, una percentuale inferiore a quanto ci si aspettava in un primo tempo. Il canton Uri, dall'altra parte della montagna, si è piazzato tra i fautori, ma in fondo alla classifica, con un tasso di approvazione del 53,0%: dietro ancora Basilea Città (51,6%), Appenzello esterno (51,2%), Neuchâtel (50,6%) e Giura (50,2%).

Unici cantoni fuori dal coro Ginevra (54,8% di no) e Vaud (54,5%), geograficamente lontani e più interessati a garantirsi risorse finanziarie per altre infrastrutture.

Come sempre in queste circostanze i fautori hanno espresso soddisfazione e gli avversari delusione. Per il comitato borghese contrario al raddoppio le conseguenze si faranno presto sentire: importanti progetti stradali negli agglomerati urbani verranno rinviati per mancanza di soldi.

Verdi e socialisti, appreso il verdetto delle urne, hanno subito messo le mani avanti: "presenterò prossimamente un'interpellanza affinché il governo si impegni a non aprire mai le quattro corsie di marcia", ha detto la presidente dei Verdi Regula Rytz. "Devono rispettare gli impegni e confermare che si tratta di un 'tunnel di risanamento' senza aumento delle capacità di transito", ha affermato dal canto suo Jon Pult, presidente dell'Iniziativa delle Alpi.

Scontato sul fronte avverso il compiacimento del PLR: "la maggioranza del popolo svizzero ha capito che la realizzazione di un secondo tunnel rappresentava l'unica soluzione sostenibile", ha detto il consigliere nazionale argoviese Thierry Burkart, che è anche vicepresidente del Touring club svizzero (TCS). Toni di soddisfazione pure da parte dell'UDC: grazie al voto odierno"la sicurezza aumenterà" e il "Ticino continuerà ad essere collegato al resto del paese".

Pur con qualche riserva la costruzione, per motivi di sicurezza, di una seconda galleria autostradale con corsia semplice al San Gottardo era già stata definita "in linea di massima ipotizzabile" dal Consiglio federale nel giugno del 2004, dopo che l'8 febbraio di quell'anno popolo e cantoni avevano respinto a larga maggioranza il controprogetto all'iniziativa Avanti del TCS che chiedeva il completamento delle strade nazionali, il potenziamento dei trasporti negli agglomerati e - a più lunga scadenza - il raddoppio del tunnel alpino.

I voti contrari in quell'occasione furono pari al 62,8%. La proposta risultò indigesta a tutti i cantoni e campioni del "no" furono i Grigioni, con il 74,3%. Il Ticino fu quello che manifestò il rifiuto più "timido" con il 55,7%.

Il voto odierno disegna peraltro uno scenario ben diverso da quanto si verificò il 20 febbraio del 1994, quando venne approvata con il 52% dei consensi l'Iniziativa delle Alpi, malgrado la contrarietà di governo e parlamento che la consideravano "superata". L'iniziativa anti-camion ebbe successo soprattutto in Ticino (i "sì" furono il 63,8%) e nella Svizzera tedesca (solo Argovia disse no). Netta invece fu l'opposizione della Svizzera romanda.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS