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Il risanamento della galleria autostradale del San Gottardo non è urgente. Lo ha sostenuto oggi a Berna un comitato borghese.

Secondo il comitato le ultime informazioni comunicate dall'USTRA dimostrano come ci sia il tempo per trovare una soluzione migliore al raddoppio (tema su cui si voterà il prossimo 28 febbraio), ad esempio un rinnovo del traforo esistente senza chiusure prolungate.

Per il comitato borghese "no al raddoppio del San Gottardo", a cui hanno già aderito 370 membri di partiti del centro-destra di tutta la Svizzera, non c'è assolutamente fretta di risanare il tunnel esistente. Recenti studi dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) hanno infatti dimostrato che la struttura attuale è in condizioni migliori di quanto si credesse, ha affermato oggi in una conferenza stampa a Berna il consigliere agli Stati Konrad Graber (PPD/LU).

Decisione Parlamento non più attuale

Finora si pensava infatti che lo stato della galleria non permettesse la sua percorribilità dopo il 2025. Il nuovo rapporto pubblicato dall'USTRA l'11 novembre scorso afferma invece che i normali lavori di manutenzione notturna basteranno per garantire l'esercizio del tunnel fino ad almeno il 2035. Dall'approvazione della seconda canna stradale al San Gottardo da parte del Consiglio nazionale e degli Stati la situazione è quindi notevolmente cambiata, ha sostenuto Graber.

Un differimento dei lavori è quindi sensato dato che c'è ancora tempo per studiare nuovi piani di risanamento, che tengano conto dello stato attuale delle conoscenze, ha affermato l'ex membro dell'Assemblea costituente di Zurigo per il PLR Hans-Peter Fricker. "Un rinvio ha inoltre il grande vantaggio che fra il 2016 e il 2035, cioè per vent'anni, si potranno studiare attentamente gli effetti della Nuova trasversale ferroviaria alpina e quindi trarne nuove conclusioni", ha aggiunto Fricker. Decidendo in maniera affrettata per un secondo tunnel stradale si metterebbe infatti a rischio la redditività dell'investimento miliardario di AlpTransit.

Risanamento: governo vuole una "variante di lusso"

E secondo il comitato borghese uno degli scenari possibili è quello del risanamento del San Gottardo senza chiusure prolungate. Secondo il presidente dell'associazione RailValley Stefan Krebser, la proposta del Consiglio federale contiene infatti due interventi decisivi e costosi, che non sono rilevanti per la sicurezza né giuridicamente necessari: l'innalzamento della soletta intermedia da 4,50 a 4,80 metri e l'aumento della pendenza trasversale dal 2% al 2,5%.

Secondo Krebser, il problema è che l'USTRA vorrebbe adeguare il San Gottardo alle più recenti norme dell'UE concernenti i tunnel di nuova costruzione. Se si effettuasse un risanamento tenendo conto delle norme europee valevoli per i trafori esistenti, si potrebbero invece risparmiare il 90% dei costi per un seconda galleria.

Krebser ha invitato a considerare l'esperienza del risanamento del traforo austriaco dell'Arlberg, che collega il Vorarlberg con il Tirolo. Questa struttura, che è del tutto simile a quella del San Gottardo, è attualmente in corso di ristrutturazione per soli 160 milioni di euro. I lavori non prevedono modifiche all'altezza della soletta intermedia (rimarrà a 4,50 metri) e alla pendenza trasversale (resterà al 2%), malgrado ciò rispetterà le norme europee per i tunnel esistenti.

I treni navetta possono assorbire tutto il traffico

Per i contrari al raddoppio anche la soluzione del trasbordo su ferrovia è interessante. Oskar Stalder, del Gruppo indipendente di ingegneri ed esperti del traffico, ha presentato l'opzione treni navetta che comprende il trasporto delle automobili fra Airolo e Göschenen (8 treni per ora e direzione), un'autostrada viaggiante breve per i camion del traffico interno fra Biasca ed Erstfeld (due treni all'ora) e un'autostrada viaggiante per i TIR fra Basilea e Chiasso (un treno all'ora).

Secondo Stalder, la ferrovia ha riserve di capacità sufficienti per assorbire tutto il traffico che oggi transita sotto il San Gottardo. I treni navetta sarebbero infatti in grado di trasportare 31'200 automobili al giorno (nella galleria oggi ne passano 23'600) e 3'300 camion (2'900).

Stalder non teme l'opposizione delle popolazioni locali. Secondo la sua associazione, l'utilizzo del territorio sarebbe infatti limitato: a Erstfeld la stazione di carico occuperebbe l'equivalente di 3 campi da calcio, a Biasca 5. A Chiasso e Basilea si utilizzerebbe invece parte della superficie occupata dagli scali merci.

Due tunnel = due tunnel da mantenere

"Se invece il popolo opterà per il raddoppio si dovrà mantenere - e in futuro anche risanare - non uno ma due tunnel", ha ricordato da parte sua la consigliera nazionale Isabelle Chevalley (PVL/VD). Per la vodese, questi investimenti "assurdi" al San Gottardo mettono in pericolo i progetti nel resto della Svizzera.

Secondo Chevalley non si può poi invocare la solidarietà confederale per giustificare la spesa: nel collegamento nord-sud sono stati investiti ben 16 miliardi di franchi (in AlpTransit). Per questo motivo cantoni come Vaud, Ginevra e Basilea-Città hanno chiaramente detto, durante la procedura di consultazione, di essere contrari al raddoppio finché non saranno garantiti i loro progetti.

Ascoltare ticinesi e urani

Dal canto suo, Sinue Bernasconi, dei Giovani liberali-radicali ticinesi, ha messo l'accento sull'inquinamento del Mendrisiotto, già oggi insostenibile: i valori delle polveri fini superano abbondantemente i limiti di legge durante 10 mesi su 12. Nel solo mese di agosto il limite per la concentrazione d'ozono è stato superato 400 volte.

Per il ticinese bisogna quindi ascoltare i diretti interessati: il Ticino a suo tempo aveva chiaramente respinto il controprogetto all'iniziativa Avanti (che prevedeva anche il raddoppio del San Gottardo) mentre gli urani hanno bocciato un eventuale secondo tubo ben cinque volte. Per Bernasconi, insomma, bisogna puntare sui valori essenziali come la qualità di vita e la salute e votare quindi "no" il prossimo 28 febbraio.

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SDA-ATS