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Sanders difende in parte Fidel Castro, è polemica

Il candidato alla Casa Bianca Bernie Sanders. KEYSTONE/AP/Matt Rourke sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 25 febbraio 2020 - 07:26
(Keystone-ATS)

Il frontrunner dem nella corsa alla Casa Bianca, Bernie Sanders, è finito nel mirino anche dei suoi rivali di partito per aver continuato, dopo le sue dichiarazioni del 1985, a difendere in parte Fidel Castro sulla Cnn.

Sanders disse che il popolo cubano non si sollevò contro il leader maximo perché "diede l'educazione e la sanità ai ragazzi, cambiò totalmente la società".

"Siamo molto contrari alla natura autoritaria del potere a Cuba ma è scorretto dire che tutto è male", ha insistito il senatore, ricordando in particolare il programma per l'alfabetizzazione di massa.

Il primo ad attaccarlo è stato Michael Bloomberg: "Fidel Castro ha lasciato un'oscura eredità di campi di lavoro forzato, repressione religiosa, povertà diffusa, plotoni di esecuzione e l'uccisione di migliaia di suoi concittadini ma certo, Bernie, parliamo del suo programma di alfabetizzazione".

L'ex sindaco di South Bend Pete Buttigieg non ha fatto il nome di Sanders ma ha twittato una clip tratta dalla sua intervista con questa didascalia: "Dopo aver guardato con orrore per quattro anni mentre Trump si ingraziava i dittatori, abbiamo bisogno di un presidente che sia estremamente chiaro contro i regimi che violano i diritti umani all'estero. Non possiamo rischiare di nominare qualcuno che non riconosce questo".

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