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Si apre la strada ad un vaccino contro la malaria, grazie alla scoperta di anticorpi 'jolly' efficaci contro più tipi di parassiti.

La scoperta si deve al gruppo coordinato dall'italiano Antonio Lanzavecchia, direttore dell'Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona (IRB) affiliato all'università della Svizzera Italiana (USI).

Pubblicata nella rivista Nature, la ricerca è stata condotta con il KEMRI-Wellcome Trust Research Programme in Kenya e l'università britannica di Oxford. La ricerca è stata parzialmente finanziata dal Fondo Nazionale Svizzero (FNS) e dal Consiglio europeo della ricerca (CER/ERC).

La scoperta, secondo Lanzavecchia, apre la strada a un vaccino terapeutico in grado di "tenere a freno l'infezione" e i ricercatori hanno già individuato le molecole (antigeni) capaci di scatenare la reazione del sistema immunitario che sono i potenziali candidati per sviluppare il vaccino.

Per l'esperto, aver scoperto dopo più di 100 anni di ricerca un nuovo tipo di anticorpi dimostra "come le tecnologie di analisi della risposta immunitaria dell'uomo che abbiamo sviluppato all'IRB possano fare avanzare le conoscenze sui meccanismi di base e aprire nuove vie per la terapia e la vaccinazione".

Per sfuggire alla risposta immunitaria il parassita della malaria, il Plasmodium falciparum, ha sviluppato una strategia camaleontica che consiste nel cambiare continuamente il suo rivestimento di proteine. I bambini sono molto suscettibili a sviluppare una forma grave dell'infezione, ma diventano progressivamente resistenti via via che crescono e producono anticorpi che riconoscono i diversi rivestimenti del parassita.

Isolati da persone esposte alla malattia, i nuovi anticorpi riconoscono diversi parassiti della malaria e allertano il sistema immunitario per rimuovere e distruggere le cellule infettate. Gli anticorpi scoperti, rileva Lanzavecchia, sono eccezionali anche per la loro struttura unica che mostra un nuovo meccanismo per generare anticorpi, basato sul trasferimento di DNA tra cromosomi diversi. A differenza degli altri anticorpi, generati dall'unione di segmenti di DNA presenti sul cromosoma 14, i nuovi anticorpi hanno un frammento aggiuntivo di DNA derivato da un gene che è sul cromosoma 19.

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SDA-ATS