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Sanità: Mister prezzi invita a risparmiare, Novartis non ci sta

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 luglio 2011 - 13:57
(Keystone-ATS)

Se la Confederazione seguisse le raccomandazioni di Mister prezzi sarebbe possibile risparmiare fino a un miliardo di franchi nel settore sanitario: lo afferma lo stesso Preposto alla sorveglianza dei prezzi Stefan Meierhans, che invita il Dipartimento federale dell'interno (DFI) a darsi una mossa, senza aspettare il prossimo aumento dei premi dell'assicurazione malattia. Pronta però la risposta di Novartis: se il costo dei medicinali sarà ritoccato al ribasso l'azienda si vedrà costretta a tagliare posti di lavoro in Svizzera, avverte il presidente della direzione Joe Jimenez.

Solo grazie al confronto del prezzo dei farmaci con gli altri paesi si risparmierà circa 550 milioni, afferma Meierhans in un'intervista pubblicata dalla "SonntagsZeitung". Altri 390 milioni in meno si avrebbero abbassando i margini dei farmacisti e dei medici che dispensano autonomamente i preparati. Sarebbe inoltre possibile aumentare la percentuale dei generici (il 14% in Svizzera, contro il 30% della Germania e il 50% della Slovacchia) compensando con un contributo fisso il principio attivo dei farmaci: il risparmio milionario sarebbe in tal caso a tre cifre.

L'industria farmaceutica però segnala già una forte opposizione. Novartis chiede che, fino a quando non si sarà stabilizzata la situazione valutaria, si rinunci all'adattamento del prezzo dei medicinali previsto attraverso i confronti con l'estero. "A causa della forza del franco aumentano già i nostri costi. Nello stesso tempo dovrebbero cadere i prezzi. In tal modo la Svizzera avrebbe un effetto doppiamente negativo", osserva il CEO Jimenez in una intervista pubblicata sempre sulla "SonntagsZeitung". Novartis non avrebbe così alternative: dovrebbe risparmiare. "Saremmo costretti ad abbassare drasticamente i nostri costi in Svizzera. Senza una soppressione di posti di lavoro non sarebbe possibile farlo".

Il manager mette in guardia anche da una contrazione del mercato dei medicinali in Svizzera, che potrebbe a suo avviso avere negativi effetti economici superiori ai risparmi: il gioco non varrebbe quindi la candela. "Spero veramente che i politici svizzeri si rendano conto che l'industria farmaceutica è il più importante settore dell'export elvetico", conclude Jimenez.

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