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Ci vogliono gambe, fiato e soprattutto tanta determinazione per concludere il Tor des Geants, l'ultramaratona alpina che si corre sulle Alte vie della Valle d'Aosta. Per raccontare la gara di corsa in montagna "più massacrante al mondo" bastano i numeri: 330 chilometri di percorso, 24.000 metri di dislivello e 25 colli da superare, 150 ore di tempo massimo per raggiungere il traguardo.

Questa mattina sono partiti in 738 da Courmayeur, concorrenti provenienti da 54 nazioni che sono disposti ad affrontare la fatica, la mancanza di sonno, il dolore pur di conquistare il titolo di 'finisher'.

La gara si sviluppa ai piedi del Monte Bianco, del Gran Paradiso, del Monte Rosa e del Cervino, in un ambiente di rara bellezza. I partecipanti attraverseranno due parchi, il Gran Paradiso e il Mont Avic, sfileranno a fianco di 30 laghi alpini, correranno nei boschi e sulle creste rocciose. Ad assisterli oltre 1.500 volontari dislocati negli oltre 40 punti ristoro e nelle sette basi vita.

I più forti arriveranno a Courmayeur mercoledì mattina, gli ultimi dovranno tagliare il traguardo entro le 16 di sabato prossimo. Da battere il record dello spagnolo Iker Karrera, stabilito l'anno scorso, che ha concluso la prova in 70 ore e 4 minuti. Favoriti quest'anno sono lo spagnolo Oscar Perez (vincitore nel 2012), il valdostano Franco Collè, il francese Lionel Trivel, lo statunitense Joe Grant; tra le donne la valdostana Francesca Canepa punta al tris dopo i successi del 2012 e del 2013, favorita dal forfait della sua più temibile avversaria, la spagnola Nerea Martinez.

Giunto alla quinta edizione, il Tor des Geants è partito sotto i migliori auspici, tempo bello e stabile, a differenza dell'anno scorso quando la prima giornata fu caratterizzata da pioggia e freddo. Un atleta cinese, Yang Yuan, di 43 anni, perse la vita a seguito di una caduta mentre scendeva dal Col de la Crosatie (Valgrisenche): la sua scomparsa è ricordata con un 'crain' - un ometto di pietra - posizionato nella zona dell'incidente.

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SDA-ATS