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Proseguire e consolidare la via bilaterale e intensificare le consultazioni sull'accordo di libera circolazione delle persone e gli altri dossier in sospeso fra Svizzera e Ue.

Sono questi gli obiettivi concordati oggi a Bruxelles dai presidenti della Confederazione, Johann Schneider-Ammann, e della Commissione europea, Jean-Claude Junker, stando a quanto indica una nota del Dipartimento federale dell'economia della formazione e della ricerca (DEFR).

Schneider-Amman e Junker si sono già conosciuti in circostanze precedenti, e nel loro incontro hanno voluto innanzitutto riprendere i colloqui a livello presidenziale, si legge nel comunicato. Il colloquio si è incentrato sulle sfide attuali nelle relazioni tra Berna e Bruxelles, e in particolare sull'attuazione della disposizione costituzionale sull'immigrazione. Entrambi hanno concordato di rimanere regolarmente in contatto.

In marzo il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento un progetto di legge concernente l'attuazione della nuova disposizione costituzionale, i cui contorni erano già stati presentati in dicembre 2015, ricorda il DEFR.

Il governo punta a una soluzione consensuale con l'Ue per una clausola di salvaguardia che rispetti sia la Costituzione federale svizzera sia l'accordo di libera circolazione. Se ciò non fosse possibile, il Consiglio federale propone di inserire una clausola di salvaguardia unilaterale nella legge sugli stranieri.

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SDA-ATS