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Scimmie e negri, bufera su Sarkozy

Sarkozy fa una volta ancora parlare di sé. KEYSTONE/EPA/SERGEI ILNITSKY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 12 settembre 2020 - 19:20
(Keystone-ATS)

Bufera sull'ex presidente francese Nicolas Sarkozy, accusato da gran parte della sinistra di razzismo dopo aver fatto un'associazione fra le parole "scimmie" e "negri" parlando durante un programma tv.

Invitato alla trasmissione Quotidien di Yann Barthès su TMC per l'uscita del suo ultimo libro 'Il tempo delle tempeste', l'ex presidente ha criticato "la volontà delle élite che storcono il naso, che sono come le scimmie che non ascoltano nessuno". Poi si è interrotto osservando ironicamente: "Ora non so più, possiamo dire la parola 'scimmia'?", ma aggiungendo poi: "Perché... non abbiamo più il diritto di dire... come si dice? 'I dieci piccoli soldati' adesso? Giusto? Sono davvero dei progressi della società!", ha affermato ironicamente.

La battuta era in riferimento alla soppressione della parola "negro" nei "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie, che in francese suonava "Dieci piccoli negri".

"Forse abbiamo il diritto di dire scimmia, senza insultare nessuno", ha concluso Sarkozy.

Il romanzo di Agatha Christie è stato ribattezzato in francese "Ne rimasero 10" e nelle pagine del testo la parola "negro" è stata sostituita da "soldato".

"La cosa che dà più fastidio - ha twittato il deputato della sinistra di La France Insoumise, Adrien Quatennens - è la rapidità con cui il suo cervello ha associato le parole 'scimmia' e 'negro'". Per il capo del partito socialista, Olivier Faure, le parole di Sarkozy mostrano un "razzismo senza maschera".

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