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Scontro Italia-Francia sul Monte Bianco

Francia e Italia non riconoscono la medesima linea di confine sul massiccio del Monte Bianco (foto d'archivio) KEYSTONE/ARNO BALZARINI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 ottobre 2019 - 17:22
(Keystone-ATS)

L'Italia tiene duro sulla cima del Monte Bianco nella disputa ormai quasi centenaria sul confine con la Francia. I due Paesi non riconoscono la medesima linea di confine sul massiccio del Monte Bianco.

"È un interesse non solo economico, ma anche simbolico da tutelare, visto che le pretese di Parigi consegnerebbero alla Francia l'intera cima del Monte Bianco, la vetta più alta d'Europa, e il Rifugio Torino", dice nell'Aula della Camera italiana Marina Sereni, sottosegretario agli Esteri, rispondendo ad una interpellanza urgente del Movimento 5 Stelle, assicurando che "il Governo continuerà a sollevare la questione con la controparte francese nelle sedi opportune, a livello sia politico che tecnico, al fine di addivenire quanto prima possibile ad una soluzione soddisfacente della questione".

La cartografia ufficiale italiana, in uso alle Forze Nato e riconosciuta a livello internazionale, si basa sulla Convenzione del 1861 di delimitazione tra l'allora Regno di Sardegna e l'Impero francese di Napoleone III, l'unico strumento pattizio che fa fede al riguardo. Al contrario, la cartografia francese, che riporterebbe il confine sul Monte Bianco spostato di circa 82 ettari sul territorio italiano, non è fondata su uno strumento pattizio, ma sembrerebbe discendere da una interpretazione unilaterale di Parigi e da asseriti "diritti storici" riconducibili a riproduzioni negli anni di cartografie "errate" a partire dalla fine del XIX secolo e discordanti sia con la linea di confine fissata dalla Convenzione del 1861, sia con la prassi costante sul terreno, la quale indica, peraltro, un esercizio senza soluzione di continuità della piena sovranità italiana sulle aree pretese dalla parte francese.

"La questione - ricorda Sereni - è tornata recentemente di attualità a seguito dell'adozione, a fine giugno scorso, di un provvedimento locale, da parte dei comuni francesi di Chamonix e Saint-Gervais, per interdire temporaneamente, a seguito di un incidente mortale, le attività di parapendio nella zona del Monte Bianco, includendo tuttavia come area oggetto del provvedimento anche parti del territorio italiano, quali l'intera vetta del Monte Bianco. Tale provvedimento è stato adottato senza la previa consultazione, né la previa informazione delle autorità locali italiane".

L'Ambasciata d'Italia a Parigi, "ha subito proceduto a rappresentare formalmente e con fermezza alle autorità francesi, la tradizionale posizione italiana riguardo alla linea di confine, sia come reazione alla violazione dei confini e della sovranità nazionale effettuata simbolicamente dal provvedimento amministrativo delle autorità locali francesi, sia con l'obiettivo di evitare che possa essere invocata in futuro una presunta acquiescenza italiana alle pretese francesi tale da pregiudicare la nostra posizione", ed è stata "rinnovata alle autorità francesi l'apertura al dialogo per un'auspicabile soluzione congiunta della questione".

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