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Scoperta in USA particella misteriosa

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 aprile 2011 - 14:07
(Keystone-ATS)

Una particella misteriosa perchè mai osservata finora è stata prodotta negli Stati Uniti, in un esperimento dell'acceleratore Tevatron del Fermilab di Chicago coordinato da un italiano, Giovanni Punzi, e potrebbe essere il primo passo nel terreno della nuova fisica.

Il segnale, descritto dal Fermilab in un articolo pubblicato online sul sito "arXiv", "non è fra quelli finora attesi", come il bosone di Higgs, ha commentato il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Roberto Petronzio. Proprio per questo, ha aggiunto, "se si tratta di una particella completamente sconosciuta è molto probabile che si tratti di nuova fisica. Quello osservato dal Fermilab è sicuramente un effetto significativo".

La particella sconosciuta è stata osservata nell'acceleratore Tevatron del Fermilab di Chicago, che a fine anno chiuderà i battenti dopo 23 anni di attività. La scoperta, destinata a far lavorare i fisici di tutto il mondo nei prossimi mesi, è una sorta di "canto del cigno".

Sarà l'acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, a dover confermare la scoperta. La particella misteriosa è stata rivelata dalle "tracce" che ha lasciato: un bosone W e due "getti" di adroni, ossia di particelle composte da due o tre quark che in genere rappresentano la firma del decadimento di una particella pesante. Quando le analisi dei dati saranno completate, si potrà probabilmente conoscere qualcosa di più della natura di questa particella.

A confermare la stranezza di questa particella è anche il fatto che fra tutte le teorie che potrebbero spiegarla "non c'è nemmeno una che non sia estrosa", ha osservato Petronzio. È il caso del modello Technicolor, che prevede l'esistenza di particelle prodotte ad energie molto alte, o l'ipotesi che esista un nuovo modello, molto bizzarro, della particella Z scoperta dal NObel Carlo Rubbia.

Dei 520 fisici che stanno lavorando al programma Cdf (Collider Detector at Fermilab) coordinato da Giovanni Punzi, 70 sono italiani e provengono dalle sezioni dell'Infn di Roma, Pisa, Trieste, Laboratori Nazionali di Frascati, Bologna, Padova, e dei gruppi di Trento e Siena.

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